Via libera ai porti di Cipro: Russia avrà navi a 40 km da siti Nato

26 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MOSCA (WSI) – Le indiscrezioni circolavano da settimane e si prevedeva che l’incontro tra il presidente cipriota Nicos Anastasiades e il suo omologo russo avrebbe portato a un accordo militare tra i due paesi che mette immediatamente in allerta l’Occidente.

La Russia ha firmato un accordo con Cipro per dare accesso ai porti ciprioti per la marina russa e sta discutendo la possibilità di appoggio su una base aerea a Cipro per le missioni di soccorso umanitario. Non va poi dimenticato che nell’isola ci sono due basi militari distanti appena 40 chilometri dai siti Nato e potrebbero essere facilmente e presto messe a disposizione del Cremlino.

Il leader russo ha stretto l’accordo dopo i colloqui tenuti con il presidente cipriota in un momento assai critico a livello geopolitico: il conflitto ucraino continua malgrado il cessate il fuoco stabilito dagli accordi di Minsk e montano le tensioni tra Russia e paesi occidentali.

Ma anche se resta alta la tensione tra Mosca e Ue, il leader russo non nutre timori sul fatto che l’accordo possa essere frainteso dalle forze occidentali. Putin ha chiartio che gli altri paesi non devono “preoccuparsi”, dal momento che l’uso principale del porto sarà per la lotta al terrorismo e anti-pirateria.

Tuttavia ci sono altre circostanze che sicuramente Mosca non può ignorare tra cui il fatto che l’isola ospiti basi militari britanniche. Londra, spiazzando un po’ tutti, ha annunciato due giorni fa che anche loro, oltre agli Usa, si occuperanno della formazione e addestramento dei militari ucraini, questo significa un dispiegamento di truppe, di 75 soldati per la precisione.

Se è vero che Cipro rappresenta “un’enorme portaerei nel Mediterraneo”, allora solleva molti punti interrogativi l’intesa di cooperazione militare russo-cipriota. Un accordo verbale era stato raggiunto oltre un anno fa, prima della crisi ucraina. Ed era stato un dossier portato avanti dal ministro della difesa Sergey Shoigu con grande caparbietà.

Una “scommessa rischiosa”, l’aveva definita la stampa occidentale. E gli analisti della Nato già esprimevano preoccupazione per un accordo che ancora non è stato firmato. Ora le forze militari della Russia si trovano ad appena 40 chilometri di distanza.

(DaC)