Veneto banca e risparmiatori azionisti: Bad bank senza cuore

19 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Veneto banca & Risparmiatori azionisti: Bad bank senza cuore!

 

Congelati i trenta milioni di euro destinati alla soluzione delle situazioni più drammatiche, casi umani al limite della tolleranza: piccoli imprenditori o a persone che, inabili al lavoro, avevano investito in azioni gli indennizzi ricevuti.

Niente, la Bad bank non ammette eccezioni e per questo di chiama “banca cattiva”.

E’ l’ennesima doccia fredda in danno di tanta gente che nella “Veneto banca” ci aveva creduto, addirittura investendo per crescere perché vedevano una prospettiva di sviluppo.

I liquidatori chiamati a gestire questo monte sofferenze nel tentativo di recuperare il più possibile, hanno momentaneamente congelato l’operazione, sine die.

La brutta notizia l’ha data il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, membro della commissione etica istituita proprio allo scopo di garantire che la distribuzione avvenisse nel modo più regolare ed equo possibile. «Era stato per primo Massimo Lanza, in qualità di presidente dell’Istituto di credito, ad annunciare tale forma di aiuto per i soci in difficoltà – spiega Favero.

Qualcuno farebbe bene ad avvertire gli amministratori dei tempi d’oro, quando i milioni per i compensi ricevuti non si contavano, li prendevano a peso non certo a valore nominale.

Altri tempi, all’epoca andava tutto a gonfie vele: si distribuivano dividendi gonfiati e compensi lunari per bilanci falsi che nessuno controllava.

Nelle more che la Commissione parlamentare d’inchiesta ci faccia sapere qualcosa, questi vecchi “paperoni”, una volta tanto potrebbero anche decidere di intervenire per fare una cosa buona.

Trenta milioni, una volta sarebbero stati pochi spiccioli.

Chissà, potrebbe l’unica opera di bene degli ultimi trent’anni!

Chissà!