Variante delta: per Goldman Sachs l’Europa ben posizionata per gestirla

28 Giugno 2021, di Alberto Battaglia

Fino al 90% dei casi Covid individuati nel Regno Unito appartengono alla variante delta. Negli altri Paesi europei la prevalenza dell’ex “indiana” rimane significativamente più bassa, ma è in costante aumento. A Lisbona (Portogallo), la variante delta rappresenta oltre il 60% dei nuovi casi, con una quota ancora più elevata, vicina al 90%, a Mosca (Russia).
Nel frattempo, questo ceppo del virus rappresenta ora un terzo dei casi negli Stati Uniti e triplica la sua quota ogni dieci giorni.

Variante delta: per Goldman Sachs Europa ben posizionata per gestirla

Quanto è pericolosa questa minaccia per l’Europa e la ripresa economica? Secondo l’ultimo rapporto giornaliero di Goldman Sachs, i rischi potranno essere gestiti e tenuti sotto controllo dai Paesi europei.

“Il rischio di forti pressioni al rialzo sui ricoveri per Covid è diminuito drasticamente a causa dei livelli elevati e in costante aumento di immunizzazione collettiva in tutta Europa”, hanno scritto gli analisti di GS nel loro European Daily. “Supponendo che i politici rimangano concentrati principalmente sul contenimento dei ricoveri, riteniamo quindi che la variante delta rappresenti un rischio gestibile per la riapertura e sulla nostra visione costruttiva in merito alla ripresa europea”, hanno aggiunto gli analisti.

Allo stesso tempo, l’analisi effettuata tramite modelli epidemiologici standard, ha mostrato che quello di un incremento dei contagi più avanti durante l’estate e, dopo, nei mesi invernali è un rischio crescente a causa della maggiore trasmissibilità della variate delta. Questo appare già evidente osservando il grafico in basso, nel quale è possibile individuare una crescita dei contagi proprio nei Paesi europei più colpiti dalla variante ex indiana.

Al termine di un’analisi sui livelli di vaccinazione necessari per mantenere l’indice Rt al di sotto di 1 anche in presenza di variante indiana, GS ha affermato che la pandemia potrebbe riprendere piede a partire da fine estate (con un Rt compreso fra 1 e 1,5 entro gennaio). Un indice Rt superiore a 1 indica una tendenza espansiva per il contagio.

“Riteniamo che la principale preoccupazione per i responsabili politici sarà probabilmente la misura in cui” la ripresa dei contagi, “potrebbe comportare il superamento della capacità ospedaliera”. Tuttavia, secondo lo scenario che Goldman Sachs reputa più probabile “il rischio di overflow ospedaliero da qui in poi è notevolmente inferiore rispetto a qualsiasi altro punto dal febbraio 2020 a oggi”.