Valutario, Borsa e bond: le mosse di Marc Faber

14 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Comprare bond, vendere azioni e non farsi prendere dall’entusiasmo per i rialzi del dollaro visti nelle ultime sedute. Chi vuole seguire i consigli di investimento di Marc Faber, dovrà fare il contrario di come i grandi money manager si stanno comportando.

Nel suo report di maggio l’illustre investitore cita l’ultimo sondaggio di Barron’s da cui emerge che il 50% degli operatori intervistati ritiene di avere un approccio neutrale nei confronti del mercato. È il livello più alto dal 2005.

Il 45% del campione si ritiene rialzista mentre solo il 5% dice di essere ribassista. A prescindere dal risultato, quando agli interpellati è stato chiesta l’opinione che avessero sulle diverse classi di asset, il quadro che ne esce è molto interessante.

Ben l’82% dei gestori è rialzista sull’azionario Usa, rispetto ad appena il 18% del campione che si sente ribassista. Faber pensa che non ci sia nulla di strano (l’83% dei gestori sono ottimisti sulle Borse europee), ma quello che salta all’occhio è che “solo il 12% è rialzista sui titoli di Stato Usa” (l’88% di loro è pessimista).

Anche se è ovvio che i tassi di interesse verranno alzati tra qualche mese, Faber non pensa che il consensus del mercato sia abbastanza corretto. Da un punto di vista contrarian, ovviamente, è un momento propizio per vendere titoli azionari e comprare bond. In particolare dal momento che i gestori si sbagliano spesso sull’obbligazionario.

Quanto al valutario, l’investitore non è ancora sicuro se la forza del dollaro continuerà. Se lo fa, allora perché i tassi sui Treasuries hanno rendimenti più bassi di Italia, Spagna, molti altri paesi europei e pure il Giappone? Faber inoltre non capisce come mai la Bce stia comprando bond che rendono meno di zero.

Il mercato prevede che il dollaro continui a crescere di prezzo ma “Dottor Doom”, come è stato battezzato, non è ancora pronto per shortare lo yen o l’euro e puntare sul biglietto verde. Detto questo, se dovesse scegliere preferirebbe speculare al ribasso sullo yen piuttosto che investire lungo sugli indici azionari giapponese.

A livello settoriale, per Faber le società minerarie sono la sola classe di asset con un potenziale al rialzo significativo. Anche se il guru degli investimenti preferisce detenere metalli preziosi fisicamente, il fondo comune legato ai gruppi minerari di oro è un’opportunità ghiotta di guadagno. Faber cita il fondo comune che va sotto il ticker NYSEARCA:GDX.

Fonte: Octafinance

(DaC)