USD/RUB: Il Rublo crolla, azioni russe colpite duramente dall’espulsione da Swift

28 Febbraio 2022, di Gianmarco Carriol

La Bank of Russian ha più che raddoppiato il suo tasso d’interesse oggi al 20%, dal 9,5% per cercare di prevenire una crisi valutaria dopo che gli Stati Uniti e l’Occidente hanno imposto sanzioni severe al paese, inclusa un’espulsione parziale dal sistema di pagamento SWIFT.
La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha affermato che la rimozione di alcune banche russe dal sistema “fermerebbe loro di operare in tutto il mondo e bloccherebbe efficacemente le esportazioni e le importazioni russe” prima di aggiungere che l’azione “paralizzerebbe le attività della banca centrale russa… e rendere loro impossibile liquidare i propri beni».

Cambio USD/RUB

Grafico giornaliero USD/RUB - Tradingview

Con i paesi di tutto il mondo che stanno aumentando le sanzioni economiche contro la Russia, la banca centrale russa ha aumentato i tassi per impedire una corsa al rublo, sebbene ciò non abbia impedito alla valuta di indebolirsi ulteriormente. Il dollaro USA/rublo russo è stato scambiato a un minimo di 74,2 il 10 febbraio e ora è quotato sopra 100, anche se la mancanza di liquidità e l’accresciuta volatilità potrebbero vedere questa quotazione cambiare bruscamente nelle prossime sessioni.

Crollo delle azioni Russe sui listini internazionali

La borsa russa ha annunciato che il principale mercato azionario del paese (MOEX) oggi resterà chiuso nell’apparente sforzo di bloccare un’ondata anticipata di vendite pesanti. Le società russe quotate sugli altri listini in Europa stanno registrando ulteriori perdite massicce, continuando la tendenza della scorsa settimana, con la GDR del colosso petrolifero russo Gazprom che cede un ulteriore  50%, la società mineraria Petropavlovsk sta registrando un calo del 26%, mentre Evraz plc, una società produttrice di acciaio britannica con attività significative in Russia, perde oltre il 25%.

Per prendere le distanze dalla Russia, la compagnia petrolifera inglese BP ha annunciato di voler cedere la sua partecipazione del 19,75% nel gigante petrolifero russo Rosneft , mentre il fondo sovrano norvegese  Norwegian Wealth Fund da 1,3 trilioni di dollari ha affermato che si sta preparando a vendere i suoi investimenti russi.