Usa su Berlusconi: “Clown e inefficace. Danneggia l’Italia”

18 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La Repubblica e l’Espresso iniziano oggi la pubblicazione di almeno 4000 cable di Wikileas sull’Italia. Nei primi, su Repubblica, si legge un consiglio della diplomazia americana al presidente Obama in vista del G8 dell’Aquila: “Berlusconi danneggia l’italia ma ci è utile e va aiutato: Obama deve salvarlo al G8 dell’Aquila”.

L’Espresso apre con una foto di Berlusconi e sullo sfondo, in grande, la bandiera americana. Il titolo è “Quel premier è un clown” e si legge: “ecco come gli Usa vedono Berlusconi… Dai dispacci emerge un leader che ha sfruttato le istituzioni e danneggiato il paese ma la cui debolezza permette agli americani di ottenere tutto…”. Tra i vari documenti citati, anche un testo dell’ex ambasciatore Spogli sul tema del “declino”. “Il lento ma costante declino economico dell’Italia compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell’arena internazionale. La sua leadership manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo….”.

A conclusione del suo mandato come ambasciatore americano in Italia, Ronald Spogli scriveva un rapporto conclusivo alla segreteria di Stato. Nelle sue note conclusive – pubblicate oggi dal sito dell’Espresso – il ritratto ambivalente di un paese considerato un alleato “forte” ma, dice il diplomatico, non sempre “ideale” degli Stati Uniti. E Spogli insiste molto sul “declino” dell’Italia.

Quanto al premier Berlusconi, per Spogli egli è diventato il simbolo di questo stato di cose. E in ogni caso è “chiara” la sua “volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello stato”. “Lungo tutto il periodo del dopoguerra, in particolare dalla fine della guerra fredda – scrive Spogli – ‘Italia ha dimostrato di essere un partner solido, serio e affidabile per la politica USA, soprattutto verso le questioni internazionali a cui teniamo di più. In fin dei conti, l’Italia ha sempre contribuito in modo sostanziale, sia operativamente sia politicamente, alla realizzazione degli obiettivi condivisi, sebbene non sia stato sempre riconosciuto al governo italiano lo stesso grado di legittimazione riservato ad altri alleati. Considerati i compiti strategici che si profilano in futuro, e le richieste che faremo a breve, su questioni che vanno dall’Afghanistan alla chiusura di Guantanamo, varrebbe la pena di fare un piccolo investimento iniziale per spianarci la strada”.

“Questo non significa che l’Italia – precisa però il diplomatico – rappresenti sempre il partner ideale per sostenere gli sforzi degli Usa. Il lento ma sostanziale declino economico del Paese minaccia la sua capacità di avere un peso sulla scena internazionale. E la sua classe dirigente dimostra spesso di non avere una visione strategica – caratteristica sviluppatasi attraverso decenni di coalizioni di governo instabili e di breve durata. Le istituzioni italiane non sono sviluppate come sarebbe opportuno aspettarsi da un moderno Paese europeo. La mancanza di volontà e l’incapacità dei leader italiani di affrontare i problemi strutturali che affliggono la loro società – un assetto economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito pubblico che aumenta, la corruzione endemica – continuano a essere fonte di preoccupazione per i suoi partner, e danno l’impressione di un governo inefficiente e debole”.

“Il primo ministro Silvio Berlusconi è involontariamente diventato il simbolo di questo processo. Le sue continue gaffe e la sua povertà di linguaggio hanno più di una volta offeso gran parte del popolo italiano e molti leader europei. La sua chiara volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello stato, il suo privilegiare le soluzioni a breve termine a discapito di investimenti lungimiranti, il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l’immagine dell’Italia in Europa, creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione dell’Italia in molti settori del governo statunitense”.

Ma si parla anche dell’eterno duello D’Alema Veltroni nei cable di Wikileaks pubblicati oggi in esclusiva dal gruppo L’Espresso. L’ambasciata americana in un rapporto parte dalla vittoria elettorale di Berlusconi nel 2008, vittoria “schiacciante” e maggioranza “solida” in entrambi i rami del Parlamento. Nel cable si sottolinea che “la maggior parte degli analisti si aspettava una ristretta vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, e citava gli incontri tra Goffredo Bettini, consulente del segretario del partito democratico Walter Veltroni e il sottosegretario Gianni Letta, consigliere di fiducia di Berlusconi, come prova della pianificazione di una sorta di grande coalizione post-elettorale. Ma lo schiacciante successo elettorale di Berlusconi ha reso le alleanze bipartisan numericamente non necessarie, fatta eccezione per le riforme costituzionali. Tuttavia, Berlusconi nel suo appello del 13 maggio ha chiamato esplicitamente in causa Veltroni, dimostrando una precisa volontà di dialogo su diversi fronti. A cui, per la maggior parte, il segretario del partito democratico ha risposto positivamente”.

“Veltroni – si legge ancora – è stato indebolito politicamente dalla sua eclatante sconfitta alle elezioni del 13 e 14 aprile, così come due settimane dopo il PD lo è stato dalla perdita poltrona di sindaco nella città di Roma. Veltroni proponeva un modello anglosassone di governo in opposizione a quello berlusconiano, ma il precedente ministro degli esteri Massimo D’Alema, importante esponente del PD, si è rifiutato di parteciparvi e ha iniziato a combattere Veltroni su diversi fronti. Il presidente della camera Gianfranco Fini ha detto all’ambasciatore che D’Alema ha messo Veltroni «nel freezer» e studia una modo per eliminarlo dalla leadership del PD nel prossimo anno”.