Usa: scatta primo round di sanzioni contro Iran. Vittima anche l’Italia

7 Agosto 2018, di Alessandra Caparello

Scatta oggi il primo round di sanzioni americane contro l’Iran, annunciate dal presidente Donald Trump con l’uscita degli States dall’accordo sul nucleare iraniano siglato dal paesi P5+1, ossia Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania nel luglio 2015.

Le sanzioni colpiscono i soggetti non americani che intrattengono relazioni economiche e commerciali con Teheran con l’obiettivo di colpire l’acquisto di dollari americani da parte del governo iraniano, il commercio in oro o metalli preziosi, la vendita diretta o indiretta, la fornitura e il trasferimento verso o dall’Iran di grafite, metalli grezzi o semilavorati quali alluminio, acciaio, carbone e software per l’integrazione dei processi industriali. Il secondo round di sanzioni entrerà poi in vigore a novembre e colpirà le esportazioni di greggio e le transazioni con la banca centrale iraniana.

Le sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran sono regolate per mantenere i prezzi del petrolio elevati, così Amrita Sen, chief oil analyst di Energy Aspects, parlando alla Cnbc. Proprio le sanzioni degli Stati Uniti sul greggio iraniano potrebbero presto spingere i prezzi del petrolio oltre i 90 dollari al barile secondo l’analista.

Prima vittima delle nuove sanzioni americane contro l’Iran è il settore automotive e tra gli Stati che ne risentiranno anche l’Italia. Era il 2017 quando il nostro Paese è diventato il primo partner commerciale di Teheran riuscendo anche a superare Francia e Germania e arrivando ad un interscambio pari a quota 5 miliardi di euro, mentre Francia e Germania seguivano rispettivamente a 3,8 e 3,3 miliardi. Con le nuove sanzioni a stelle e strisce non è improbabile che  diverse imprese italiane dovranno rinunciare a molti commerci e business.