Protezionismo? Usa ed Europa contro assalto Cina ad aziende occidentali

13 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Arriva il primo “stop” figurativo all’assalto della Cina alle aziende occidentali e questo grazie ad un maggior controllo normativo deciso a Bruxelles.

La Commissione europea infatti ha dato via libera alla partnership fra la francese Électricité de France (Edf) e la cinese China General Nuclear Power Group (Cgn) per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di tre impianti nucleari nel Regno unito mediante la creazione di tre joint-venture responsabili rispettivamente dello sviluppo, della costruzione e dell’attività dei tre impianti nucleari.

Secondo la Commissione Ue però la CGN non è indipendente dalla SASAC, ossia l’attività di controllo e gestione della Commissione di proprietà dello Stato del Consiglio di Stato, l’ente responsabile della gestione delle imprese statali cinesi. Nel dare il suo via libera alla joint venture, la Commissione ha valutato non solo le entrate proprie della CGN ma il fatturato combinato di tutte le imprese statali operanti nel settore energetico a Pechino.

La Commissione UE è competente a esaminare tutte le fusioni, acquisizioni, OPA e altre operazioni che rientrano nella definizione di “concentrazione” a cui partecipano imprese il cui fatturato mondiale complessivo supera i 5 miliardi di euro e il cui fatturato in Europa è di almeno 250 milioni di euro per almeno due delle imprese interessate. Ebbene, nel caso della joint venture tra EDF e CGN, Bruxelles ha valutato che il fatturato della CGN da solo non superava la soglia fatidica dei 250 milioni di euro, ma solo considerando tutte le imprese statali cinesi operanti nel settore energetico. In tal modo per la prima volta la Commissione ha affermato pubblicamente che il controllo del governo cinese è così invasivo che tutte le aziende di Stato in un certo settore devono essere trattate come una singola entità.

Una decisione che genera preoccupazione in Cina dove molti studi legali, che lavorano con grosse aziende stanno rivedendo i loro obiettivi e potrebbero essere costretti a presentare istanza di liquidazione delle concentrazioni indipendente dalla loro dimensione in Europa. Secondo una fonte vicina all’Ue la decisione della Commissione non ha stabilito un nuovo precedente ma offre chiarezza sul pensiero del regolatore europeo in merito al controllo dello Stato cinese.

“Con ogni probabilità questa sarà la base per casi simili in futuro”.

Fonte:Reteurs