Usa: creati 117 mila posti di lavoro, disoccupazione al 9,1%

5 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il mercato tira un sospiro di sollievo e ottiene quell’infusione di fiducia di cui aveva bisogno dopo le ultime sedute di sell off. Nel mese di luglio gli Stati Uniti hanno creato 117 mila posti di lavoro, piu’ del previsto. Le aziende hanno assunto 154.000 nuovi dipendenti dopo gli 80 mila di giugno. Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 9,1%, in calo dal 9,2% del mese precedente.

I dati sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro. Le attese erano per la creazione di 84 mila unita’.

Ancora molte tuttavia, 6,2 milioni, le persone fuori dal mondo di lavoro per sei mesi o piu’. Il mercato del lavoro sta migliorando, in sintesi, ma la percentuale di disoccupati e’ ancora molto alta negli Stati Uniti.

Come attendibile, visti i dati positivi, balzo dei rendimenti dei Treasuries su tutta la curva e accelerazione dei futures sugli indici di borsa. Occhio pero’ alla volatilita’, molto alta.

Rivisto al rialzo il dato precedente, a 46 mila posti creati da +18 mila. Il tasso di disoccupazione era atteso sulla stessa cifra di giugno, al 9,2%. Otto mesi fa, in novembre, era stato toccato il livello piu’ alto da aprile 2010, pari al 9,8%.

In agosto per via di un’ondata di vendite notevole, il valore del petrolio sta decisamente scendendo dai massimi degli ultimi due anni e potrebbe spingere i consumi, tanto vitali per la maggiore economia al mondo.

Analizzando il report nelle sue componenti, le ore medie lavorative settimanali sono state pari a 34,3 in linea con le 34,3 attese e con le 34,3 del mese antecedente. Il risultato e’ identico a quello visto in marzo e febbraio. Il reddito medio per ora e’ cresciuto dello 0,4%, facendo meglio delle aspettative che erano per un rialzo dello 0,2% dopo l’incremento dello 0,1% di giugno.

Servono ancora piu’ posti di lavoro e stipendi in rialzo per dare alle famiglie americane, i cui consumi rappresentano il 70% circa della maggiore economia al mondo, quel potere di acquisto per spendere nonostante il maggiore rincaro della benzina degli ultimi tre anni. Sono difatti ancora molte, 6,2 milioni, le persone fuori dal mondo di lavoro per sei mesi o piu’.

Il presidente della Fed Ben Bernanke e alcuni dei suoi colleghi hanno sottolineato che faranno di tutto per stimolare l’accelerazione della ripresa anche dopo la scadenza delle misure straordinarie di allentamento monetario.

“Il mercato del lavoro, nonostante qualche miglioramento, rimane in uno stato abbastanza fragile”, dice a Bloomberg Chris Rupkey, chief financial economist di Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ. “Le societa’ mantengono un approccio cauto per via dell’incertezza del contesto economico e ci vorranno un po’ di anni prima che il tasso di disoccupazione torni ai livelli pre-recessione”.

Il livello di ansia e’ ancora molto alto e il rischio di un rallentamento della ripresa si percepisce un po’ ovunque.

In conclusione si tratta di un numero migliore del previsto, spiega Eric Stein, portfolio manager di Eaton Vance: “Non puo’ in alcun modo essere considerato un dato ottimo, ma visto il nervosismo del mercato e’ un sollievo. Nel contesto di una ripresa normale non e’ un buon numero, ma nel contesto della paura che permea nel mercato, non e’ affato male”.