Usa: azioni e fondi? Roba da ricchi. La middle class investe nella prima casa

24 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Gli investimenti nell’azionario? Roba per ricchi. La middle class americana punta saldamente sul mattone. Lo rileva un’analisi condotta da Edward Nathan Wolf, economista americano e professore presso la New York University, pubblicato sul sito Visual Capitalist.

Middle class: come cambia la composizione della ricchezza

Proprio come la ricchezza delle famiglie varia notevolmente tra la popolazione, anche la composizione di tale ricchezza cambia. In particolare, come si evince nel grafico sotto, man mano che cresce il reddito emergono differenze nella composizione della ricchezza.

In particolare, la residenza principale è la pietra angolare del patrimonio netto per la maggior parte degli americani della classe media, ovvero coloro che nostrano un patrimonio netto fino a 471 mila dollari all’anno. Per questa fascia di persone, la combinazione di alloggi e conti pensionistici rappresenta in media quasi l’80% della ricchezza totale. Investimenti in azioni e fondi comuni di investimento costituiscono solo circa il 4% della ricchezza totale.

Mentre saliamo la scala del reddito, la situazione cambia. Per una famiglia con patrimonio netto compreso tra $ 471.000 e $ 10,2 milioni, ovvero il 20% delle famiglie più ricche negli Stati Uniti, la residenza principale costituisce una fetta più piccola della torta della ricchezza. Allo stesso tempo, si rileva un mix più elevato di attività finanziarie come azioni e fondi comuni di investimento, nonché real estate. Quasi la metà delle famiglie di questo gruppo possiede immobili oltre alla residenza principale.

Infine, nell’1% più ricco delle famiglie, la residenza principale rappresenta solo il 7,6% del patrimonio. In questa fascia, quasi la metà delle attività rientra nella categoria delle azioni aziendali e degli immobili.

Una delle caratteristiche più importanti della fascia di ricchezza ultra ricca è un livello molto più elevato attività finanziarie. Guardando bene, l’1% più ricco delle famiglie possiede oltre il 40% delle azioni. Inoltre, questo piccolo gruppo di famiglie ultra ricche guadagna il 22% del reddito totale, rispetto all’8% degli anni ’70.