Usa: 195.000 nuovi posti, disoccupazione 7,6%

5 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nel mese di giugno, il numero di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti è stato di 195.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 7,6%. Gli analisti intervistati da Bloomberg avevano previsto un aumento +165.000, a fronte di un tasso di disoccupazione in calo al 7,5%, ovvero al minimo dal 2008.

La notizia è positiva in quanto indica che l’occupazione è salita più delle attese; i nuovi posti di lavoro di maggio sono stati inoltre rivisti al rialzo da +175.000 inizialmente resi noti a +195.000. Immediata la reazione dei mercati: forte sell off dei bond, a fronte di un aumento dei guadagni dei mercati azionari.

Guardando al rapporto, la settimana lavorativa è stata in media di 34,5 ore, come atteso dal consensus, e come a maggio.

Trepidazione molto alta per l’indicatore; il rapporto sull’occupazione Usa è uno degli indicatori macro maggiormente monitorati dalla Fed; e il momento per l’azionario, ma anche obbligazionario, è cruciale, viste le dichiarazioni recenti di Ben Bernanke, sulla possibilità che il “tapering”, ovvero la riduzione delle misure straordinarie di quantitative easing, inizi a partire già da quest’anno.

Sono state proprio le iniezioni continue di liquidità, o di “droga”, come hanno fatto notare diversi economisti, che hanno permesso all’azionario di segnare guadagni corposi nel corso degli ultimi anni. Lo S&P 500 è balzato +150% circa dal mercato orso testato nel 2009. In forte crescita fino a qualche mese fa anche i Treasuries Usa, il cui valore è stato sostenuto artificialmente dagli acquisti che la Fed sta mettendo ancora in atto – per ora – e che hanno per oggetto gli stessi bond americani, oltre che titoli legati ai mutui, per un valore di $85 miliardi al mese.

La fuga dai bond è già iniziata, così come l’azionario globale, mentre lo S&P ha perso -4,8% dal 18 giugno, vigilia dell’annuncio di Bernanke al 24 giugno; successivamente, l’indice ha recuperato il 2,7% per poi chiude a 1.615,41 lo scorso 3 luglio (ieri i mercati sono stati chiusi per la festività nazionale dell’Independence Day.