Uragano Harvey: “$160 miliardi di danni, come Katrina e Sandy insieme”

31 Agosto 2017, di Mariangela Tessa

Si fa sempre più pesante il bilancio sui danni provocati da Harvey, l’uragano che venerdì scorso si è abbattuto sul Texas. Le ultime stime diffuse ieri Joel Myers, presidente di AccuWeather, società americana di previsioni meteorologiche, evidenziano un possibile impatto economico di circa 160 miliardi di dollari. Valori che, se confermati, farebbero entrare Harvey nella storia come il disastro naturale più costoso della storia Usa.

Secondo l’esperto, Harvey, declassato a tempesta tropicale,  potrebbe provocare danni paragonabili a quelli congiunti degli uragani Katrina e Sandy, avvenuti rispettivamente nel 2005 a New Orleans (Louisiana, uno Stato colpito oggi da Harvey) e nel 2012 lungo la costa orientale degli Usa.

“Parti di Houston, la quarta città più grande degli Stati Uniti, non saranno abitabili per settimane e magari per mesi a causa dei danni provocati dall’acqua, dalla muffa, dalle malattie associate ad acque sporche e da tutto quello che porta con se’ un’alluvione che capita una volta ogni mille anni”.

Intervistato ieri dalla Cnbc, Warren Buffett, il finanziere a capo della conglomerata Berkshire Hathaway, ha spiegato che se le perdite non coperte da un’assicurazione raggiungeranno i 150 miliardi di dollari l’economia ne risentirebbe.

“Non credo che sarebbe pari a un punto percentuale (di Pil, ndr) ma distruggerebbe patrimoni”.

Decisamente più contenute le stime elaborate da Moody’s, secondo cui l’impatto economico di Harvey potrebbe aggirarsi intorno ai 51-75 miliardi di dollari.

Vicino a Houston, a Crosby, intanto si sono verificate due esplosioni nell’impianto chimico della Arkema. A riportarlo la Bbc online, che cita funzionari delle squadre di soccorso. La stessa società francese ha reso noto l’accaduto.

Siamo stati informati dall’Emergency Operations Center (Eoc) della contea di Harris di due esplosioni e fumo nero provenienti dalla centrale.

Dalla struttura sono fuoriuscite alcune sostanze chimiche che, assicura l’Arkema, non sono tossiche ma l’intera zona è stata evacuata.