Uomo più ricco in Cina vede patrimonio dimezzato in mezz’ora

20 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

HONG KONG (WSI) – L’uomo più ricco della Cina ha vissuto la mezz’ora più tesa della sua vita oggi, quando ha assistito al letterale dimezzamento del suo patrimonio nel giro di 21 minuti d’orologio.

Li Hejun ha perso 14 miliardi di dollari in Borsa dopo che i titoli del gruppo di energia solare Hanergy Thin Film hanno subito un calo del 47% negli ultimi trenta minuti di scambi, prima che la Borsa di Hong Kong decidesse di interromperne le contrattazioni.

Li, che fino a quel momento, vantava un patrimonio di 30 miliardi di dollari, è il presidente di Hanergy e detiene metà del capitale azionario dell’impresa energetica.

L’assenza di Li all’assemblea annuale del gruppo stamattina viene citata come una delle ragioni all’origine del crollo, ma la società non è stata in grado di spiegare ai media e al mercato come mai il titolo è stato così pesantemente tartassato dalle vendite. Hanergy farà probabilmente un annuncio più avanti in giornata.

Un analista aveva avvertito del possibile crollo dei titoli, dichiarando che il gruppo era “un disastro che non aspetta altro che concretizzarsi”. La tecnologia dell’azienda, riferiva sempre lo strategist, non è sperimentata e il gruppo ha fornito pochi dettagli sul business alla base della valutazione elevata dei prezzi di Borsa.

La tecnologia di nicchia che l’azienda usa nel fotovoltaico, che si basa sull’utilizzo di silicio di grado solare per la costruzione di tre quarti di tutti i pannelli, è stata in passato criticata dagli esperti del settore. Le pellicole sottili dell’azienda cinese sono più flessibili, ma meno efficienti rispetto ai pannelli tradizionali che si servono di silicio policristallino.

Per rendersi conto fino a che punto era arrivata la mania per il titolo, non supportata da fondamentali reali, prima del tonfo odierno il valore di mercato di Hanergy Thin Film era arrivato anche a superare i 300 miliardi di dollari di hong kong. La somma è più alta di quella della giapponese Sony e circa sette volte il valore di First Solar, la prima azienda solare per capitalizzazione negli Stati Uniti.

“Gli utili e la performance aziendale non giustificano il prezzo elevato di Borsa”, ha osservato a Bloomberg Gong Siwen, analista di Northeast Securities.

Come se non bastasse, in gennaio il Financial Times aveva messo in dubbio le pratiche non convenzionali di contabilità dell’impresa cinese.

(DaC)