Unicredit si fonde con Cordusio sim e rafforza private banking e wealth management in Italia

25 Marzo 2022, di Valentina Magri

Unicredit rafforza le sue divisioni private banking e wealth management in Italia. Merito della fusione per incorporazione della controllata Cordusio sim nella banca milanese. L’operazione era attesa, dopo essere stata approvata dalla Bce il 4 marzo 2021 e dal consiglio di amministrazione di Unicredit lo scorso 14 dicembre.

Le conseguenze della fusione di Cordusio in Unicredit

I clienti di Cordusio sim, così come i prodotti e i servizi posseduti, confluiranno quindi nella divisione wealth management e private banking Italy di UniCredit nel segmento wealth management. Il team e tutte le attività e i processi attualmente gestiti da Cordusio sim saranno internalizzati o implementati all’interno delle corrispondenti funzioni di Unicredit.

La fusione prevede la creazione di un processo di gestione del business all’interno di un’unica società e l’utilizzo della sola piattaforma digitale di UniCredit, al fine di evitare la duplicazione di progetti legati ad aggiornamenti normativi e di sviluppo del business, oltre a consentire di ridurre i rischi operativi.

La rete italiana di wealth management e private banking di Unicredit ne esce così rafforzata nel suo impegno al servizio di 140 mila clienti, per un totale di oltre 100 miliardi di euro di masse. Resta confermata la rete operativa, composta da un team di circa 1.400 banker, di cui 700 relationship manager dislocati in 132 città in tutta Italia.

Perchè Cordusio sim si è fusa con Unicredit

La fusione tra le due realtà si inquadra nel più “ampio processo di riorganizzazione del gruppo, volto a semplificarne la struttura e a meglio valorizzarne le sinergie operative, amministrative e societarie. L’operazione permetterà infatti di completare la concentrazione in capo a UniCredit delle attività in precedenza svolte da Cordusio sim, consentendo non solo una razionalizzazione e ottimizzazione dei livelli decisionali, della gestione delle risorse e dei costi di struttura, ma anche l’eliminazione di duplicazioni societarie, contabili, fiscali e amministrative“, spiega Unicredit in una nota.

Stefano Vecchi, responsabile wealth management e private banking Itali di Unicredit, ha aggiunto: “La realizzazione di questa operazione è funzionale al nostro posizionamento come punto di riferimento sul mercato italiano per tutti i clienti wealth management e private banking. Aggiungiamo un ulteriore tassello al nostro piano di crescita, caratterizzato da un approccio che punta ad aumentare la focalizzazione sulla nostra offerta di eccellenza e sui servizi di consulenza. La nostra divisione, ulteriormente rafforzata, sarà così in grado di unire i punti di forza di entrambi i segmenti”.