Unicredit scivola in Borsa dopo i conti trimestrali

11 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (SI) – Virano in rosso e cedono il 4% in Borsa i titoli UniCredit dopo la pubblicazione della trimestrale. Rispettati gli obiettivi del piano.

La banca ha chiuso l’esercizio 2014 con utile netto di 2,008 miliardi di euro, contro la maxi perdita di 13,9 miliardi di euro del 2013 dovuta all’operazione di pulizia di bilancio. I dati sono in linea con gli obiettivi del piano annuale e sono anche in sintonia con il consensus degli analisti (che indicava una stima di 2,017 miliardi). Ma trimestre su trimestre gli ultimi tre mesi dell’anno scorso hanno visto un calo dei profitti del 76,4%.

Nel solo quarto trimestre 2014, l’utile netto del gruppo è stato pari a 170,4 milioni, leggermente sotto il consensus di 180 milioni raccolto dalla banca interpellando 24 analisti. Il fatturato è stato pari a 5,6 miliardi (+0,8% sul trimestre precedente e -3,4% anni su anno).

Alle 16.54 il titolo perde il 3,92% attestandosi a 5,275 euro.

Nella conferenza stampa tenuta dopo il cda sui conti 2014, l’Ad di UniCredit, Federico Ghizzoni ha parlato della quota detenuta in Mediobanca (Unicredit è il maggiore azionista): “La partecipazione in Mediobanca per noi è strategica, ovvero di medio-lungo termine. Quindi non c’è nessun piano di dismissione”, ha detto, aggiungendo: “Seguiamo con molto piacere l’evoluzione di Mediobanca, che dimostra di essere sulla via giusta di un recupero di redditività. Come azionisti ci fa molto piacere e non abbiamo nessuna intenzione di vendere o ridurre la nostra quota”.

Ghizzoni ha anche negato operazioni di aumento di capitale: “Sono assolutamente esclusi aumenti di capitale”, ha detto, commentando il dato sulla flessione a 43,8 miliardi del patrimonio netto tangibile, sceso di 2,1 miliardi nel quarto trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente “per effetto delle riserve di svalutazione”. Rispetto ai 41,4 miliardi di fine 2013, il patrimonio tangibile netto è comunque salito in anno del 5,9%.

“Il nostro capitale è tra l’altro superiore ai livelli richiesti dalla Bce. Non abbiamo nessuna esigenza di capitale e la dimostrazione è il fatto di aver deciso la distribuzione di dividendi”.

Ghizzoni ha spiegato che la riduzione del capitale netto tangibile registrata sull’ultimo trimestre 2014 “è dovuta a 26 punti base di impatto negativo della riserva cambi, pari a 1,1 miliardi di euro, dovuta prinicipalmente alla svalutazione del rublo (-950 mln). L’obiettivo è ripristinare il capitale già nei mesi a venire sia con la generazione di utili che con le attività di M&A in corso, vedasi ad esempio l’eventuale finalizzazione di Pioneer”.

Il board proporrà agli azionisti la distribuzione di uno scrip dividend (ovvero in azioni ma pagabile anche in cash su rischiesta) di 12 centesimi di euro per azione, superiore ai 10 centesimi riferiti all’esercizio 2013 e in linea con le attese degli analisti.

Sotto il profilo patrimoniale, il Cet1 ratio transitional si è attestato al 10,41% e quello fully loaded al 10,02%. Il Tier 1 all’11,26%.

Per quanto riguarda i ricavi dell’intero 2014, in particolare quelli da negoziazione sono calati del 37,8% a 1,557 miliardi e i dividendi e altri proventi su partecipazioni sono scesi del 17,7% a 794 milioni, mentre il margine d’interesse è migliorato dell’1,1% a 12,442 miliardi e le commissioni nette sono cresciute del 2,9% a 7,572 miliardi. I costi operativi del gruppo sono scesi del -2,9%.

Sostanzialmente stabili i crediti lordi deteriorati, a 84,4 miliardi (+1,1%) e un tasso di copertura più elevato (51,3%). Gli accantonamenti su crediti si sono attestati a 4,3 miliardi.

Aiuta in tale contesto la cessione del braccio di gestione del credito Uccmb a Fortress: l’operazione approvata dal CdA ha consentito di eliminare dai libri di bilancio 2,4 miliardi di crediti in sofferenza.

Nell’anno, sottolinea il comunicato, sono stati erogati 13,2 miliardi di nuovi crediti a medio lungo termine (+64%). La riduzione dei crediti lordi non-core si è attestata a 10,3 miliardi da dicembre 2013, superando il target di 75,2 miliardi.

Il funding plan 2015 di UniCredit è stato eseguito ad oggi per circa 2,6 miliardi, pari al 10% del totale. Alle aste Tltro di settembre e dicembre il gruppo ha ottenuto 10,1 miliardi. La richiesta di ulteriori fondi nelle prossime sei aste, si legge nel comunicato, “è attualmente in fase di valutazione”. A oggi, UniCredit ha rimborsato Ltro per 24,9 miliardi e i restanti 1,2 miliardi saranno rimborsati “entro il primo trimestre 2015”.

Il margine d’intermediazione del gruppo è sceso nel 2014 del 3,5% a 22,513 miliardi, rispetto ai 23,335 miliardi di ricavi del 2013.

(DaC-Lna)