Unicredit, pronto piano B se salta fusione con SocGen

11 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Della possibile fusione tra Unicredit e SocGen se ne parla da tempo ma mai finora si era passati dalle parole ai fatti. Oggi però un articolo di MilanoFinanza scuote il mondo della finanza e menziona di alcuni piani B in casa Unicredit qualora non fosse possibile l’integrazione con il colosso francese.

Scrive il quotidiano finanziario che se dovesse saltare l’operazione con Société Générale – che potrebbe richiedere fino a 7 miliardi di euro di capitale – la banca guidata da Jean Pierre Mustier potrebbe rivolgere le proprie attenzioni altrove, magari verso la spagnola Bbva o l’olandese Abn Amro.

“Lincertezza che grava sul rating italiano è infatti un elemento di vulnerabilità che potrebbe ritardare o compromettere del tutto l’esito dei negoziati”.

Le nozze con il gruppo francese richiederebbero fino a 7 miliardi di capitale, “uno sforzo davvero notevole per gli azionisti di Unicredit” scrive il quotidiano visto che “solo 18 mesi fa hanno sostenuto un aumento di capitale da 13 miliardi di euro”.

Ieri il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha smentito le indiscrezioni su una possibile fusione

“Non c’è niente sul tavolo per il momento. Non credete ai rumors, credete solo ai fatti e alle decisioni”.

Così ha dichiarato il ministro mentre durante il Workshop Ambrosetti a Cernobbio, il presidente dell’istituto di credito italiano, Fabrizio Saccomanni, non ha voluto commentare tali indiscrezioni.

“I piani sono un esercizio complicato che dovremo fare una volta che avremo completato tutta la parte che abbiamo pianificato fino al 2019. Quindi, ripeto, sarà tenendo conto di tutte le risultanze che abbiamo accumulate nel corso del periodo che formuleremo gli obiettivi per il prossimo triennio. Abbiamo un piano di crescita organica fino alla fine del 2019. Nel corso del 2019 dovremo fare il piano per il futuro e valuteremo quali sono le opzioni disponibili in quel momento”.