Un’alternativa valida all’investimento azionario: gli Step-Down Cash Collect

17 Febbraio 2020, di Redazione Wall Street Italia

Dopo un 2019 da record, i mercati azionari hanno proseguito in forte rialzo anche in questi primi due mesi del 2020. Completamente immuni agli effetti del coronavirus sulla seconda potenza mondiale e dell’impatto che questo potrebbe avere sulla crescita globale già di per sé asfittica, i principali indici internazionali hanno segnato nuovi massimi storici. Secondo la Luohan Academy, un Centro di ricerca cinese istituito da Jack Ma, fondatore di Alibaba, l’impatto da coronavirus sull’economia cinese sarà di circa il 2% sul primo trimestre 2020 e dello 0,8% sull’intero anno, portando la crescita annua stimata del Pil del Paese del dragone al 5,6%.

Anche se il bull market avviato a fine 2018 gode ancora di ottima salute, sono diverse le incognite che gli operatori dovranno affrontare nel corso di quest’anno. Dalla prosecuzione degli accordi commerciali tra USA e Cina, alla crescita globale, la quale sta dando evidenti segnali di rallentamento (FMI a gennaio di quest’anno ha tagliato le stime sul 2020). Elemento che, soprattutto in Europa, rappresenta una criticità importante visto che persino la BCE ha ormai definito limitato il proprio spazio di manovra a sostegno dell’economia. Ma l’incognita più grande è quella relativa alle elezioni presidenziali americane, che potrebbero accendere fasi di forte volatilità sui mercati, già a partire dal terzo trimestre 2020.

 

Affrontare i mercati con i certificati d’investimento

Quali sono gli strumenti a disposizione del consulente finanziario per rendere più resiliente il portafoglio di un cliente alle fasi di contrazione dei mercati azionari, senza dover rinunciare al rendimento?

Rispondono positivamente a questa esigenza i certificati d’investimento. Prodotti che superano il limite ormai strutturale del mercato fixed income, con rendimenti a media maturity ormai negativi. Non solo, questi prodotti possono contemporaneamente difendere da fasi anche prolungate di lateralità o ribasso del mercato. Le formule a disposizione sono veramente tante poiché l’ingegneria finanziaria ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e gli emittenti di certificati continuano ad innovare.

Gli strumenti principali tra i certificati d’investimento permettono di ottenere bonus a scadenza o premi durante la vita del certificato. Quest’ultima tipologia rappresenta una formula molto apprezzata soprattutto da un popolo di investitori da sempre definito BOT people. È proprio su questi prodotti che ci vogliamo concentrare in questo articolo.

 

Gli Step-Down Cash Collect: il meglio dei Cash Collect in un unico prodotto

Oggi parliamo di Step-Down Cash Collect, una tipologia di certificati a capitale condizionatamente protetto che presenta numerosi vantaggi. Il funzionamento è lo stesso dei Cash Collect classici. Semplicemente questi prodotti riconoscono dei premi periodici che possono essere condizionati o incondizionati. Nel primo caso il certificato pagherà un premio nelle date di valutazione intermedie se il valore del sottostante (per esempio un titolo o un indice) sarà maggiore o uguale ad un livello chiamato Barriera, solitamente posto in un intorno del 60-80% dello strike (o valore di rilevamento iniziale). Nel secondo il certificato pagherà il premio indipendentemente dal valore del sottostante. A scadenza poi i Cash Collect pagano il capitale investito più l’ultimo premio a condizione che i prezzi del sottostante siano superiori al Livello Barriera. In caso contrario, il Certificate paga un importo commisurato alla performance negativa del sottostante (con conseguente perdita, totale o parziale, sul capitale investito), di fatto come se si avesse in portafoglio il sottostante stesso.

Vantaggio dei Cash Collect, così come di tutti gli altri certificati, è quello fiscale. Infatti, bonus, premi e plusvalenze generate dai certificati vengono considerati redditi diversi ai fini fiscali. Questo permette l’ottimizzazione fiscale del portafoglio, compensando eventuali guadagni del certificato con le minusvalenze realizzate in portafoglio nei 4 anni precedenti.

Gli Step-Down Cash Collect però aggiungono a questi elementi e ovviamente al vantaggio fiscale dei certificati, anche altri vantaggi. In primis possono avere l’effetto memoria che permette di recuperare eventuali premi non pagati dal prodotto nelle successive date di valutazione, sempre a condizione che il sottostante alla data di valutazione quoti pari o sopra il livello Barriera. Non solo. Gli Step Down Cash Collect hanno affinato un ulteriore vantaggio, talvolta presente in questi prodotti: il rimborso anticipato o autocallability. In pratica questa caratteristica consente al prodotto, a determinate condizioni, di ottenere, prima della scadenza, il rimborso del capitale. Solitamente l’opzione si attiva se, alle date di valutazione, il sottostante quota al di sopra del Livello di Rimborso Anticipato (solitamente corrispondente allo strike). Ma gli Step-Down Cash Collect sono andati oltre. Infatti, questa tipologia di certificato ha un meccanismo che, ad un certo punto della vita del prodotto, aumenta le probabilità di rimborso anticipato abbassando di volta in volta il Livello di Rimborso Anticipato. Elemento che in caso di mercato ribassista può rappresentare un vantaggio non indifferente.

Vediamo allora un paio di casi pratici e come scegliere questi prodotti.

 

Alcuni esempi interessanti di Step-Down Cash Collect

Se cerchiamo l’effetto memoria, possiamo ad esempio considerare l’ultima emissione di BNP Paribas di Step-Down Cash Collect su basket azionari.

Diverse le coppie interessanti per questa emissione. Prendiamo in esame due certificati Step-Down Cash Collect su basket. Il primo con ISIN NL0014092108 propone un basket composto da Intesa Sanpaolo ed FCA. Il premio è del 3,4% trimestrale, pari al 13,6% annuo e la barriera posta al 70% dello strike, rispettivamente a 1,7147 euro e 8,617 euro. Entrambe le barriere, che ricordiamo essere di tipo europeo (quindi a scadenza), sono al di sotto di livelli storicamente importanti per i due titoli. Per Intesa Sanpaolo infatti un supporto long term è collocato a 1,8 euro. FCA invece vede in area 11 euro e a 9,6 euro due livelli chiave, quindi ben al di sopra del Livello Barriera (8,617 euro).

Il secondo è il certificato ISIN NL0014092041, il quale è costruito su due titoli del comparto assicurativo: Generali e AXA, entrambe società con ottimi fondamentali. Il certificato paga premi potenziali trimestrali del 1,7%, pari al 6,8% annuo. Anche in questo caso, le due barriere collocate rispettivamente a 12,6945 euro e a 17,297 euro, sono al di sopra di livelli strategici per i titoli posti in area 18,4 euro per AXA e 13,8 per Generali. In generale poi i titoli assicurativi si prestano bene alla strutturazione in certificati d’investimento. Questo perché tendenzialmente sono titoli meno volatili e che avviano fasi laterali che durano spesso diversi anni. Elemento che si sposa perfettamente con il concetto di Barriera.

 

 

Interessante anche il Cash Collect Step Down con ISIN NL0014088155 e sottostante solo Intesa Sanpaolo. Il prodotto paga premi condizionati trimestrali pari al 1,8% (7,2% annuo), a condizione che il titolo alle date di valutazione sia uguale o superiore a 1,4142 euro (Livello Barriera). Livello che Intesa non vede dal lontano 2013 ed è ben al di sotto del supporto statico fondamentale di 1,8 euro. Il rimborso anticipato poi decresce del 5% ogni sei mesi. In particolare, dal sesto all’undicesimo mese, il Livello di Rimborso Anticipato sarà pari al 100% del Valore Iniziale, e diminuirà poi del 5% ogni 6 mesi (a partire dal 11/01/21), fino al 90% del valore iniziale. Dinamica che, in caso di debolezza di mercato, aumenta le possibilità di rimborso anticipato.

 

 

A cura di Michele Fanigliulo, Ufficio Studi di Wall Street Italia