Una donna in pole position nella corsa alla guida di Bankitalia

20 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Milano – Dovrebbe essere la giornata della soluzione del rebus sul nome di chi sostituirà Mario Draghi al vertice della Banca d’Italia. Ma la situazione sembra complicarsi. Fino a ieri sera sembrava il favorito sembrava Bini Smaghi.

A Palazzo Chigi è in corso un vertice per sbloccare la situazione di stallo. Presendti il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, quello della Semplificazione, Roberto Calderoli, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, Brunetta e Romani. «Io tifo ancora per Grilli», ha detto Bossi commentando la rosa di nomi in lizza per la nomina del nuovo governatore.

La scelta è affidata al premier. Ad accelerare la decisione – Berlusconi aveva tempo fino al primo novembre – può aver contribuito il vertice straordinario sulla situazione economica a Francoforte di ieri tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha coinciso con il passaggio di consegne al vertice della Banca centrale europea tra Jean-Claude Trichet e Mario Draghi. Il premier si sarebbe deciso a sciogliere le sue riserve anche in vista del Consiglio dell’Unione europea di domenica prossima.

I candidati più accreditati restano Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano della Banca centrale europea, Vittorio Grilli, attuale direttore generale del Ministero del Tesoro e Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia.

Ma non si esclude che la scelta di Berlusconi possa cadere su outsider come Ignazio Visco e Anna Maria Tarantola, attuali vicedirettori di Bankitalia. Quest’ultima sarebbe la candidata in pole position secondo Class CNBC.

Secondo le indiscrezioni, il premier si sarebbe però convinto che la scelta migliore sia quella di Bini Smaghi, anche perché lasciando vuota la sedia italiana al Board della Bce verrebbe incontro alle richieste in tal senso del presidente francese Nicolas Sarkozy che rivendica per il suo paese quel posto. Bini Smaghi avrebbe intanto rifiutato l’offerta di diventare uno dei vicedirettori della Banca d’Italia. Ma nelle ultime ore Berlusconi ha dovuto prendere atto che l’eventuale indicazione di Bini Smaghi non piace ai vertici di via Nazionale. Umberto Bossi e Giulio Tremonti hanno intanto rilanciato la candidatura di Grilli.

La soluzione favorevole a Saccomanni sarebbe invece quella più gradita a Draghi e quindi ai vertici interni di Bankitalia, oltre che all’Udc e al Pd. Quest’ultima designazione troverebbe il consenso convinto pure del Quirinale. Ieri mattina il presidente del Consiglio e il sottosegretario Gianni Letta erano saliti sul Colle per partecipare alla manifestazione per la consegna delle nomine ai nuovi cavalieri del lavoro ma soprattutto per discutere con il presidente Giorgio Napolitano proprio della nomina del governatore della Banca d’Italia. Gli avrebbero fatto il nome di Bini Smaghi. Il capo dello Stato si sarebbe limitato ad ascoltare le comunicazioni di Berlusconi. Proprio le difficoltà di procedere alla nomina di Bini Smaghi potrebbero alla fine favorire quella di Saccomanni, considerato il candidato più naturale alla successione di Draghi in quanto assicurerebbe la continuita’ di indirizzi alla guida di Bankitalia e non creerebbe particolari divisioni tra maggioranza e opposizioni, pur non essendo gradita da Bossi e da Tremonti.

In una dichiarazione congiunta, Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, e Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, auspicano che «il presidente del Consiglio, dopo mesi di incomprensibili esitazioni, proceda alla nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia rispettando l’autonomia dell’istituto e valorizzandone le competenze interne». I due leader sottolineano che «non si è proceduto alle auspicate consultazioni con l’opposizione, come da più parti richiesto e come tradizionalmente e’ sempre avvenuto».

In merito all’ipotesi che a sostituire Mario Draghi a Via Nazionale ci potrebbe essere l’attuale vice direttore generale della banca Anna Maria Tarantola, la segretaria della Cigl Susanna Camusso risponde: ”L’ipotesi di una donna sarebbe affascinante”.

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