Un paese ingestibile: adesso anche la polizia fa sciopero

4 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c’è niente di nuovo. E’ la posizione di Palazzo Chigi, rispetto allo sciopero annunciato dai sindacati di polizia. Il governo, spiegano fonti della presidenza del Consiglio, è disposto volentieri ad aprire un tavolo di discussione con le forze di sicurezza che sono fondamentali per la vita del Paese. “Ma siamo l’unico Paese che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo su tutto”, precisano le stesse fonti.

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La minaccia è forte: «per la prima volta nella storia» i sindacati di polizia ed i Cocer delle forze armate dichiarano lo sciopero generale del personale in divisa per protestare contro il mancato sblocco contrattuale annunciato ieri dal ministro Marianna Madia. Dopo le parole del ministro, i rappresentanti sindacali di polizia di Stato, polizia penitenziaria, corpo forestale, vigili del fuoco ed il Cocer interforze si sono dati appuntamento per una riunione in mattinata, in modo da concordare le mosse da fare. Ne è scaturito un comunicato di fuoco contro il Governo che ha mantenuto il blocco degli stipendi per il quinto anno consecutivo, nonostante «i continui impegni assunti formalmente con documenti ufficiali e con dichiarazioni sia dei ministri che dei capi dei singoli Corpi e Dipartimenti».

«Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica – sottolineano i rappresentanti degli uomini e donne in uniforme – – siamo costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le nostre esigenze per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, atteso le numerose richieste di incontro rivolte al Presidente del Consiglio, ad oggi inascoltate, a dichiarare lo sciopero generale». In caso di conferma del blocco nella legge di stabilità, sindacati e Cocer si dicono comunque pronti a «continuare a garantire la difesa, la sicurezza e il soccorso pubblico al nostro Paese», ma «chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poichè non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l’abnegazione del proprio personale. La frattura che si creerebbe in tale scenario – sottolineano – sarebbe insanabile; per questo diciamo che in tale ipotesi, o restano loro oppure tutti quelli che si sacrificano ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell’intero mondo per garantire sicurezza e difesa».

Primi effetti della protesta sul territorio. A Bologna i sindacati di polizia annunciano lo stop degli straordinari per l’ordine pubblico. Mentre Sap, Sappe, Sapaf e Conapo mettono in campo un «presidio permanente» di protesta a Roma in piazza Montecitorio. Maurizio Gasparri (Fi) sostiene le divise in agitazione. «Ogni risposta, anche le più polemiche – spiega – saranno a questo punto ammissibili da parte di chi viene umiliato una volta di più». Aperture arrivano dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che chiede l’eliminazione delle «’promozioni bianchè. Mi riferisco in particolare al comparto sicurezza: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Penitenziaria e Forestale e Vigili del Fuoco. Chi serve lo Stato si fa carico di grandi oneri per la nostra convivenza civile. Da troppi anni sono molti coloro che svolgono mansioni superiori al loro stipendio, rimasto congelato anche dopo più promozioni. Quindi va bene il blocco di contratti ma forse questo aspetto potrebbe essere rivisto, anche se non so se esistono le risorse almeno per questo».

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Sindacati sul piede di guerra contro il nuovo blocco dei contratti pubblici. “Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco. La sensazione è che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

A rincarare la dose è il leader Cisl, Raffaele Bonanni, a Rainews24. “Ci mobiliteremo in tutta Italia, spiegheremo a tutti” la situazione, visto che si usano i “guanti bianchi per le municipalizzate e la mannaia su dipendenti pubblici. E’ intollerabile”. Quanto alla mobilitazione, “ci metteremo d’accordo nel sindacato per denunciare questo scandalo”.

Anche al leader della Uil Luigi Angeletti non va giù la decisione dell’esecutivo, ‘il governo è il peggior datore di lavoro’. “Vuole perseverare nell’errore. Si comporta come se tutti gli anni che sono trascorsi dal 2009, durante i quali i dipendenti pubblici non hanno avuto alcun aumento, non ci siano”, ha spiegato Angeletti.

Sindacati polizia in piazza, governo ci ha tradito

“Il Governo ha tradito il personale in uniforme! Solo pochi giorni fa i ministri Alfano e Pinotti avevano rilasciato roboanti dichiarazioni alla stampa annunciando che vi erano le condizioni per sbloccare già in autunno le retribuzioni del personale delle forze armate e di polizia. Ora la doccia fredda del ministro Madia che smentisce clamorosamente i colleghi di governo: contratti degli statali bloccati sino al 2015, compresi quindi forze di polizia e vigili del fuoco”.

Lo denunciano i segretari generali Gianni Tonelli (Sap – Polizia di Stato), Donato Capece (Sappe – Polizia Penitenziaria), Marco Moroni (Sapaf – Corpo Forestale) e Antonio Brizzi (Conapo – Vigili del Fuoco), riuniti nella Consulta Sicurezza. “Un danno – sostengono i segretari – che si aggira per le qualifiche intermedie sui 400 euro netti mensili in meno per personale che quotidianamente è chiamato a garantire ordine e sicurezza pubblica e diritti dei cittadini anche a prezzo della vita”. Le organizzazioni danno dunque il via ad un “presidio permanente” a Roma in piazza Montecitorio ed hanno organizzato un camper che sta già girando tutta l’Italia per “protestare con proposte che non gravino sulla spesa pubblica e sulle tasche dei cittadini, ovvero riformare la sicurezza per avere meno spese e più sicurezza”.

“Riceverò personalmente gli uomini in divisa ma non accetto ricatti”. Così il premier Matteo Renzi ai suoi, sostenendo che in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati è ingiusto.

Il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c’è niente di nuovo. È la posizione di Palazzo Chigi rispetto allo sciopero annunciato dai sindacati di polizia.

Bonus 80 euro a 1 dipendente su 4 – “#bloccocontratti 80 euro (960 in 2015) a 1 lavoratore pubblico su 4. Prima chi guadagna meno. Usciamo tutti insieme da crisi #passodopopasso”. Così il ministro della Pa, Marianna Madia, via Twitter.