Un intero paese diventato un gigantesco paradiso fiscale

12 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chi descrive l’Uruguay tende a usare spesso la parola “affascinante”. Il parallelismo e’ calzante con gli Stati Uniti degli Anni 50 – un ritmo di vita piu’ calmo, un’intrusione del governo limitata e un’attenzione spiccata verso le politiche per la famiglia. Ma sopratutto da una sessantina d’anni la nazione e’ conosciuta anche come la Svizzera d’America.

La capitale Motivideo e’ una citta’ poco attiva ed e’ rimasta ancora molto provinciale. Nonostante i suoi 1,3 milioni di abitanti, un terzo della popolazione nazionale, chi ci vive ha la sensazione di abitare in un piccolo grande villaggio.

La domenica pomeriggio, ad esempio, succede davvero poco nelle strade della citta’. Ma l’eccesso lo si raggiunge a Punta del Este, il luogo di villeggiatura situato 90 miglia a est della capitale.

Simon Black del blog Sovereign Man vi ha abitato per diversi anni e racconta che dai sei agli otto mesi l’anno, la citta’ e’ completamente deserta.

D’inverno i governi locali provvedono addirittura a spegnere gran parte dei lampioni in strada, mentre la maggioranza dei ristoranti e’ chiusa. Durante questo periodo (l’inverno nel paese cade in luglio) puo’ sembrare una citta’ fantasma.

In estate, tuttavia (ovvero da dicembre a meta’ febbraio) il prezzo di una camera d’albergo sale a dismisura. I ristoranti sono pieni e c’e’ traffico in strada. La popolazione aumenta di 20 volte con legioni di turisti argentini che assalgono gli hotel del posto e che vengono ad arrostirsi al sole.

Una cosa importante da sapere per comprendere l’Uruguay, e’ che e’ fortemente dipendente dalla vicina Argentina. Con il passare degli anni gli argentini hanno iniziato a servirsi di Punta del Este come una sorta di conto bancario. Hanno incominciato a depositare dollari americani nelle casseforti delle banche del paese e hanno comprato tutte le proprieta’ immobiliari – sia agricole sia turistiche – di maggiore qualita’.

Anche con l’obiettivo di possedere asset e beni all’esterno del loro luogo natio (gli argentini hanno imparato che non possono fidarsi del loro governo). E’ stato cosi’ che un paese intero e’ diventato piano piano un gigantesco conto bancario offshore.

Il settore immobiliare e’ dominato dagli acquirenti argentini. Il settore bancario e’ dominato dai capitali argentini e l’industria del turismo e’ dorminata dagli argentini in vacanza. E’ un rapporto di dipendenza precario e pericoloso.

L’Argentina sta implodendo e l’Uruguay sta importando l’inflazione da Usa e Argentina simultaneamente, mentre i prezzi delle vendite al dettaglio dei beni di base, come la benzina e le bollette dell’elettricita’, si sono moltiplicati.