Un fondo nato per diversificare

8 Settembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

Diversificare tra le diverse asset class all’interno di un portafoglio di investimento è una delle regole di base del buon investitore. In un simile contesto i fondi obbligazionari possono rappresentare un’ancora di salvezza nelle fasi di maggiore volatilità perché dovrebbero essere in grado di mantenere il proprio valore e al limite di generare rendimenti positivi quando i titoli più rischiosi come le azioni perdono terreno.
In realtà questo non sembra più verificarsi come in passato a causa dell’elevata volatilità dei mercati e della forte correlazione tra le obbligazioni corporate, presenti all’interno dei fondi obbligazionari e le azioni. Quest’ultimo legame in particolare impedisce ai fondi obbligazionari di contribuire efficacemente alla diversificazione di un portafoglio. Senza considerare poi il complesso scenario dei bassi tassi di interesse.

La proposta di Allianz Global investors: un fondo obbligazionario che si comporti come un vero fondo obbligazionario

Per ovviare a questo problema AllianzGI ha lanciato il fondo obbligazionario Allianz Strategic Bond, con una nuova strategia di investimento che si prefigge di mantenere bassa la correlazione con i mercati azionari e contribuire in tal modo a una maggiore diversificazione e stabilità del portafoglio.

Rispetto a un tradizionale fondo comune che ha l’obiettivo di battere un benchmark, la strategia adottata dal fondo di AllianzGI prevede di selezionare le opportunità più interessanti nel mondo obbligazionario grazie a quattro diverse fonti di rendimento: tassi (duration e posizionamento sulla curva), credito, valute estere (cambi) e inflazione.

Tra gli obiettivi del gestore anche quello di mantenere entro lo 0,4 la correlazione a 3 anni (rolling) con l’indice MSCI World Equity, grazie a un’esposizione a livello internazionale, diversificata (titoli di Stato e corporate bond) e flessibile (ovvero senza vincoli, concentrandosi sul raggiungimento di un obiettivo di rendimento per un dato livello di rischio).

“Nella gestione del fondo seguiamo un approccio ‘Global-Macro Top-Down’, che consiste nell’esaminare il contesto economico e una serie di indicatori anticipatori per avere un’idea della direzione dell’economia globale. Poi valutiamo i diversi strumenti del mercato obbligazionario alla luce di queste analisi, poiché spesso i vari settori scontano scenari differenti. Infine selezioniamo i segmenti che risultano più adatti all’implementazione delle nostre valutazioni, vale a dire quelli in cui la divergenza tra lo scenario incorporato nei prezzi e le nostre attese è più evidente” chiarisce Mike Riddell, gestore del fondo Allianz Strategic Bond.

Grazie alla capacità di adattamento ai cambiamenti del contesto di mercato che gli consente di avere una asset allocation dinamica, il fondo Allianz Strategic Bond rappresenta la soluzione indicata per diversificare un portafoglio di investimento, rispetto ad altri fondi obbligazionari ‘strategic’ che solitamente registrano una correlazione più elevata con i mercati azionari.

Un fondo a prova di Covid-19

Le performance evidenziate dal fondo Allianz Strategic Bond nella prima parte dell’anno sembrano dare ragione alla bontà della strategia implementata dal team di gestori.

“La nostra risposta pronta e flessibile e le competenze in ambito macroeconomico ci hanno permesso di sovraperformare il benchmark in febbraio e marzo, quando i prezzi degli asset rischiosi hanno evidenziato una flessione, nonché durante la fase di ripresa del mercato del credito degli ultimi due mesi, cui abbiamo partecipato riallineando il portafoglio al momento opportuno – ha evidenziato Mike Riddell.

Anche per il futuro i gestori del fondo hanno le idee chiare.

“Siamo convinti che con ogni probabilità entro fine anno assisteremo a una ripresa economica. I titoli di Stato sono diventati onerosi. Se la ripresa sarà rapida verranno ceduti e si assisterà a un incremento dei flussi verso le azioni, con il conseguente calo dei prezzi delle obbligazioni governative.
Questo è lo scenario in cui confidiamo. Abbiamo quindi riposizionato il fondo passando dall’allocazione di quasi il 100% nei titoli di Stato di gennaio a un’esposizione del 40% circa in obbligazioni corporate” conclude Riddell.