Aut aut di Mattarella: maggioranza o governo di tregua

4 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

L’ultimo weekend di stallo prima dell’iniziativa del Quirinale. Il presidente Sergio Mattarella ha convocato nuove consultazioni per lunedí. Per i partiti sarà l’ultimo giro, l’ultima chance di portare al cospetto del Capo dello Stato uno schema di maggioranza prima che il presidente passi, comunque, all’azione.

Ditemi se ci sono altre maggioranze“, è il messaggio con cui Mattarella accompagna la convocazione di nuove consultazioni, consapevole che, in caso di fumata nera, si muoverà su un governo di tregua con all’orizzonte l’ipotesi di un voto già ad ottobre (nel caso tale esecutivo non abbia la fiducia) o l’anno prossimo.

Un governo simile vedrebbe il M5S in trincea. “Noi siamo stati responsabili, se vogliono faranno un governo di tutti contro di noi”, attacca Luigi Di Maio che avverte: ma “non sara’ facile fare un’ammucchiata contro 338 parlamentari”.

Matteo Salvini si dice invece pronto al preincarico e apre, per la prima volta, ai responsabili, ma non di segno Pd. Salvini fa filtrare in serata la sua posizione: quella di andare in Aula a cercare i voti per la maggioranza. Il primo interlocutore, per il leader della Lega, resta il M5S ma in assenza del movimento pentastellato è anche pronto ad aprire al sostegno di parlamentari che condividano il progetto, i cosiddetti “responsabili”.

Nella giornata di ieri, si è tenuta la direzione del Partito Democratico e a dispetto delle previsioni della vigilia, alla fine l’ala renziana del partito e quella che fa riferimento al segretario reggente Maurizio Martina, hanno di fatto raggiunto una tregua. Alla fine dunque, la relazione di Martina è stata approvata all’unanimità dal Partito Democratico, con la decisone condivisa di non dare supporto a nessun tipo di governo che veda un’alleanza Politica con il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio o con la coalizione di centrodestra, guidata da Matteo Salvini.

A questo punto dunque, la palla torna nel campo del Presidente della Repubblica che – dopo aver consultato nuovamente i partiti nella giornata di lunedì – dovrà decidere se esistono i presupposti per affidare un nuovo incarico esplorativo oppure si dovrà provare a percorrere la strada di un cosiddetto governo di tutti.