Ue taglia i fondi: piange il Sud d’Italia

15 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La spending review si abbatte sul Mezzogiorno. Come scrive l’Ansa, il commissario Ue al Bilancio, Gunther Oettinger intervenendo alla conferenza sul budget dell’Unione, ha indicato le linee guida della riforma della politica di coesione che verrà presentata a maggio dove si ipotizzano tagli per il 10-15% al budget rispetto alla programmazione 2014-2020.

“La Pac (Politica agricola comune Ue, ndr) e la politica di coesione rimangono importanti e anche in futuro dovranno rappresentare il 30% del volume di bilancio dell’Unione, ma attualmente siamo al di sopra del 35%”.

Il problema per l’Ue è colmare il buco di bilancio che verrà a crearsi con il divorzio di Londra a seguito della Brexit, un buco da 12-14 miliardi l’anno. Da qui la proposta di Gunther Oettinger: colmare questo vuoto con il 50% di tagli ed il 50% di nuove risorse, da pescare nelle tasche degli Stati nazionali, e da reperire anche con nuove tasse europee, come quella sulla plastica. Il bilancio dovrà poi finanziare con almeno 10 miliardi l’anno nuove necessità, come la gestione delle migrazioni e la difesa comune.

Non solo. La politica di coesione che rappresenta più di un terzo del bilancio Ue, 460 miliardi nel 2014-2020, secondo Oettinger dovrà “accettare tagli inevitabili”, ma non superiori al 15%. Un brutto colpo per l’Italia,  secondo beneficiario in Ue dopo la Polonia con 44,5 miliardi in 7 anni. In parole povere per le regioni più povere dell’Europa verranno diminuiti i trasferimenti dei fondi europei.  Significa in particolar modo che sui 42 miliardi di euro su cui possono contare adesso, le Regioni più povere (principalmente Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo e Lazio) potrebbero perdere fra i 4 e i 6 miliardi di euro e questa cifra comprende anche i tagli dei fondi previsti per gli agricoltori di tutta Italia.

 

Oettinger ha escluso da qualsiasi stretta i programmi europei Erasmus+ e Horizon 2020 sulla ricerca, perché “parlano del nostro futuro”.