Ue sfida colossi digitali: in arrivo la web tax

29 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mentre il fisco italiano colpisce Google chiedendogli 304 milioni di euro mandandolo in rosso, Francia e Germania calcano la mano e propongono una nuova tassa che colpisce oltre al colosso di Mountain View, altri giganti di internet, Apple, Facebook e Amazon in testa.

L’idea non è nuova  e prevede che i colossi internet paghino il giusto in ogni paese dove guadagnano. A rilanciarla il ministro francese dell’economia Bruno Le Maire che conferma alla stampa che la proposta a cui avrebbe lavorato insieme alla Germania verrà presentata al prossimo Ecofin a Tallin in programma a metà settembre.

“L’Europa deve imparare a difendere i suoi interessi economici in maniera più decisa, come fanno già la Cina e gli Usa. Non puoi prenderti i benefici di fare impresa in Francia o in Europa senza pagare le tasse che le altre imprese – francesi o europee – sono obbligate a versare. Proporremo come base di riferimento una certa cifra come giro d’affari, a partire dalla quale questi grandi gruppi dovranno pagare quello che devono allo Stato”.

Da tempo i due Paesi lavorano a un piano di tassazione del settore digitale, anche se le precedenti proposte presentate all’Unione europea e all’Ocse non sono andate a buon fine.

“Sveleremo il nuovo piano con i nostri partner tedeschi al prossimo meeting dei ministri delle Finanze in programma a metà settembre a Tallin”.

In Italia la web tax è stata introdotta a giugno con la manovra correttiva chiesta da Bruxelles per correggere i conti pubblici. Più che un regime di tassazione, è una norma che autorizza accordi di tipo fiscale tra i colossi dell’economia digitale e il fisco italiano. In particolare si prevede che le società o gli enti che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori al miliardo di euro e che effettuino cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato per un ammontare superiore a 50 milioni di euro, possono avvalersi della procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata di cui al presente articolo per la definizione dei debiti tributari della eventuale stabile organizzazione presente sul territorio dello Stato.