Perché la deflazione in Eurozona deve fare paura

10 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – “Siamo preoccupati dal fatto che la deflazione possa innescare un’ondata di disoccupazione in Europa”. A parlare è Luke Bartholomew, analista di Aberdeen Asset Management in attesa dell’annuncio da parte del numero uno della Bce, Mario Draghi, su un possibile ampliamento del Quantitative Easing, il programma di acquisto di titoli di Stato, e sull’introduzione di altre misure che possano combattere la deflazione. Per l’esperto, “la deflazione è il lupo alla porte dell’Europa e la BCE deve fare tutto il possibile per combatterlo”.

“Ma perché le banche centrali e gli economisti hanno così paura della bassa inflazione e della deflazione?”

La regioni secondo Barthholomew sono due. In primo luogo l’interazione della deflazione con i livelli di debito.

“Se si dispone di un debito di 100 euro, avete bisogno di rimborsare direttamente quei 100 euro e perciò servono 100 euro. Questo è ovvio ma provate a pensare a cosa accade quando i prezzi cambiano in aumento ( inflazione) o verso il basso (deflazione). Nel caso dell’inflazione, quando il prezzo di ciò che si vuole acquistare sale, i 100 euro che abbiamo in tasca hanno meno valore, comprano di mento. In termini di debito, il valore reale del debito di 100 euro diminuisce quando termina l’inflazione ed è più facile ripagare il debito. Quando c’è deflazione, la situazione si capovolge: il valore reale del debito aumenta nel tempo e i debitori devono tagliare le spese per ripagare i loro debiti; dunque non investono,  non investono e sono maggiormente a rischio di bancarotta. Dal punto di vista di chi vuole un prestito, la deflazione è un deterrente, in quanto il potenziale debitore sa che nel contesto di deflazione il debito aumenta. Ciò significa che chi dovesse pensare di fare un prestito e come tale indebitarsi per comprare una casa o nel caso di una società nuovi macchinari, si sarebbe meno inclini a farlo. Tutto questo danneggia l’economia”.

Il secondo motivo che preoccupa gli economisti riguarda il fatto che la deflazione porta ad un aumento della disoccupazione. Se i prezzi di vendita dei beni o servizi di una società continuano a calare a causa della deflazione, tali aziende son costrette a cercare di ridurre i loro costi.

“La risposta naturale è quella di tagliare i salari per cercare di assicurarsi che l’azienda sia in grado di mantenere un margine di profitto. Ma i dirigenti di impresa non sempre lo fanno, e nella prassi tendono così a ridurre il numero di persone che impiegano”.

Queste in sostanza le ragioni – come afferma Luke Bartholomew – per cui le banche centrali tentano di evitare la deflazione.

Fonte: BusinessInsider