“Ue e Uk moderano le richieste”, Brexit deal più vicino

5 Settembre 2018, di Alberto Battaglia

“Gran Bretagna e Germania hanno abbandonato alcune fra le loro richieste-chiave sulla Brexit”, affermano fonti anonime informate sui negoziati. Questo dovrebbe “spianare potenzialmente la strada per un accordo”: così scrive una breve nota di Bloomberg News che ha repentinamente inciso sul cambio euro-sterlina, apprezzando la moneta britannica.

Al momento la sterlina guadagna lo 0,51% sull’euro e dello 0,8% sul dollaro Usa a quota $1,2962 (vedi grafico sotto riportato). Le indiscrezioni hanno fatto momentaneamente bene anche all’azionario europeo che per un po’ ha ridotto le perdite. A metà seduta le piazze cedevano tra il mezzo e il punto pieno percentuale, con l’’indice EuroStoxx 50 che segnava -0,80% e il Dax -0,60% circa, ma prima dell’avvio di Wall Street la situazione era migliorata. Ora le Borse principali del continente sono tornate a subire cali di tale portata.

Secondo quanto viene riportato dalle fonti anonime a Bloomberg il compromesso che si profila fra Ue e Regno Unito comprende l’accettazione, da parte della Germania, di un accordo meno dettagliato sulle regole che disciplineranno i futuri rapporti con Londra.

Anche Londra sembra intenzionata a firmare un comunicato di intenti vago sui rapporti futuri tra i due blocchi, che permetterebbe di posticipare alcune delle decisioni a un momento successivo, dopo la data di marzo 2019.

Al momento lo scenario è quindi quello di un accordo di transizione che permetta una Brexit ordinata, al quale seguirebbe in un secondo momento un negoziato sulle future relazioni commerciali. Sono trapelati, infine, nuovi segnali positivi sulla risoluzione del confine fra Irlanda e Irlanda del Nord, che rischia di spezzare l’isola con una frontiera “dura”.

La portata dell’accordo, che deve venire raggiunto entro il marzo 2019, quindi, sarà meno ambiziosa rispetto a quanto previsto, ma permetterà di evitare l’approdo a una Brexit dura. Significa anche che la forte opposizione alla proposta della premier Theresa May (il cosiddetto ‘Chequers Plan’), non costituirà per forza un ostacolo all’accordo sui modi e tempi del divorzio.

Secondo Mujtaba Rahman, managing director di Eurasia Group, “i negoziatori Ue prevedono che la premier sia in grado di firmare la parte relativa alle garanzie Ue nell’accordo sul divorzio, perché potrà affermare che non sarà mai veramente implementato”.

Una questione complicata riguarda il confine irlandese e la libera circolazione delle persone e delle merci. L’Irlanda si troverà infatti confinante con un paese, l’Irlanda del Nord, che no farà più parte dell’Ue e del mercato comune. Grazie alle concessioni che l’Ue si dice pronta a fare, sempre stando alle indiscrezioni di Bloomberg, il piano potrebbe essere ammorbidito per aiutare May a ottenere l’approvazione del Parlamento.