Ue, Carmignac: nessuna spinta dalla Cina nel breve termine

16 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Gli investitori in attesa di un’impennata dei mercati europei guidata dalla Cina potrebbero doverci ripensare. Nel suo ultimo aggiornamento, Didier Saint-Georges di Camirgnac ha sottolineato che l’Europa ha beneficiato del suo crescente commercio con la Cina, ma una serie di fattori limiterà questi benefici a breve termine. Il più evidente, ha detto Saint-Georges, è il fatto che le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina non sono ancora risolte.

Alla fine, il ritmo di crescita della produzione cinese sembra essere costante, il che è una buona notizia per le esportazioni europee. Ha senso quindi che i titoli ciclici stanno andando così bene dall’inizio dell’anno. Ma questo significa che possiamo sperare in una ripetizione delle ricadute che hanno stimolato la ripresa europea nel 2016 e nel 2017? Le probabilità sono minime, almeno a giudicare dai dati ufficiali cinesi per il primo trimestre”.

Se da una parte c’è stato un miglioramento, dall’altra Saint-Georges, che fa parte del comitato di investimento di Carmignac, ha esortato alla cautela. In primo luogo, i dati ufficiali a cui fa riferimento riguardano l’impennata dei prestiti, determinata dall’ampio utilizzo da parte delle banche delle quote annuali loro assegnate dal governo.

In altre parole, il programma di stimolo ha già dato il via a molti cicli, lasciando poche munizioni per il resto dell’anno”.

Saint-Georges ha aggiunto che l’Ufficio nazionale di statistica ha ammesso che i dati del primo trimestre, che indicavano una crescita del 6,4%, nascondono un indebolimento dell’attività economica interna.

Per il momento, l‘economia cinese è più un beneficiario che un motore di crescita globale.

Questo può significare che l’euforia tra gli investitori azionari è fuorviante, ha detto Saint-Georges.

La crescita cinese avrà un effetto a catena positivo ma modesto e porterà solo benefici limitati agli esportatori europei, in particolare se Pechino e Washington concludono un accordo che apre la strada a maggiori importazioni dagli Stati Uniti, come ci si può aspettare.