Ue apre indagine su nomina Barroso in Goldman Sachs

12 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

La Commissione europea, in seguito alle crescenti pressioni intorno all’ex presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, ha deciso di condurre un’investigazione etica nei riguardi del nuovo incarico che il portoghese ha accettato in Goldman Sachs lo scorso luglio. Nel dettaglio, una lettera domanderà formalmente a Barroso di “chiarire” il suo ruolo nella famosa banca d’affari americana.
In un primo la nomina di Barroso a presidente non esecutivo di Goldman Sachs era sembrata, a giudicare dai commenti del successore Jean-Claude Juncker, un evento trascurabile, perlomeno nella sostanza. Dopo la nomina Juncker aveva dichiarato che il nuovo incarico dell’ex numero uno della Commissione Ue, “non lo infastidiva”. Ma, a quanto si legge dalle ultime cronache, la realtà, sottotraccia, era ed è molto diversa. Secondo quanto riporta Reuters: diversi funzionari e diplomatici europei raccontano privatamente che “Juncker e altri leader sono furiosi con Barroso per aver accettato un incarico in una società la cui reputazione in Europa è così cattiva”. Insomma Juncker (e non solo) non la pensano tanto diversamente dai promotori della petizione che, su Change.org, è comparsa per spingere Barroso a farsi da parte dal board di Goldman Sachs. Una petizione che, va sottolineato, ha già raccolto 138.871 firme.
Sebbene siano passati i 18 mesi necessari dal termine del suo ufficio pubblico all’avvio dell’avventura nel mondo bancario, quella di Barroso è la prima volta che un politico europeo, dopo aver ricoperto un ruolo di tale responsabilità, passa al settore privato e con un livello di tale prestigio. Per tale ragione, scrive Juncker, la Commissione scriverà a Barroso, in quanto la situazione “coinvolge un ex presidente della Commissione”, per domandare “chiarificazioni sulle sue nuove responsabilità e termini di rifermento del contratto, sui quali cercherò il parere del Comitato etico ad hoc”.

Goldman Sachs ha dichiarato in via ufficiale che nell’incarico affidato a Barroso sono state rispettate  “tutte le norme giuridiche applicabili” e i più elevati standard etici”.