Ucraina, UK spiazza tutti, invierà soldati. Economia in ginocchio: è iperinflazione

25 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – Londra spiazza tutti e manda soldati in Ucraina. Dopo il cessate il fuoco firmato a Minsk tra Francia, Germania, Russia e Ucraina, l’UE è rimasta con due schieramenti militari in Ucraina ma non sono coinvolti in operazioni, esercitazioni o addestramenti.

Il governo di David Cameron ha annunciato che in marzo invierà 75 soldati in Ucraina per addestare le forze nazionali in quattro settori, logistica, assistenza medica, fanteria, intelligence. La situazione è disperata nel paese: è di poco fa la notizia della decisione dei supermercati di imporre il razionamento dei prodotti di base, dopo il calo drammatico della hryvnia. La valuta ha perso il 70% circa del suo valore, portando i cittadini a correre nei negozi per fare incetta di cibo.

La hryvnia è crollata a oltre quota 33 nei confronti del dollaro, con la valuta americana che ha testato il record di sempre. Massiccia la fuga di capitali dal paese.

Reuters comunica inoltre che la Banca centrale ha tentato di porre un freno alle vendite della moneta, imponendo alle banche il divieto di acquistare valute estere per il resto della settimana, a favore dei loro clienti.

Intanto Cameron si è così espresso: “Nel corso del prossimo mese schiereremo personale britannico per fornire consigli e tutta una serie di addestramenti, dalla tattica militare alla logistica, passando per l’assistenza militare. Sono tutte cose che ci hanno chiesto”.

“Con l’Ucraina lanceremo inoltre un programma di addestramento per la fanteria, per migliorare la resistenza delle loro forze. Le truppe britanniche coinvolte nel programma saranno lontane dalle aree del conflitto ma è il genere di cose che dovremmo fare per dare una mano”.

L’ambasciata francese a Kiev ha detto che Parigi è concentrata piuttosto nelle trattative di pace, con le diplomazie di Francia e Germania che stanno tentando di resuscitare un cessate il fuoco che sta morendo sul nascere.

Ma parlando davanti a una commissione della Camera, Cameron ha detto che sarebbe “un miracolo” se il secondo accordo di Minsk firmato verrà rispettato. Il premier britannico è preoccupato che la città portuale sul Mar Nero di Mariupol, nel sud est del paese, finisca nel mirino dei ribelli filo russi.

In quel caso alle nazioni occidentali non resterebbe altra opzione se non quella di imporre nuove sanzioni economiche che hanno affossato il rublo e il Pil russo.

Mentre i conflitti proseguono nell’est del paese, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato ai media nazionali che “una guerra in Ucraina sarebbe un evento apocalittico, ma che è improbabile che si verifichi”.

(DaC)