UBS, Weber: “tassi negativi creano diseguaglianze”

2 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

VIENNA (WSI) – Le attuali politiche delle banche centrali con i tassi di interesse sotto zero rischiano di esasperare le diseguaglianze globali. Questo quanto affermato da Axel Weber, presidente di Ubs ed ex numero uno della Bundesbank nel corso di un’intervista al Die Presse, quotidiano austriaco.

Secondo Weber, le persone meno abbienti sono state le più esposte alle politiche dei tassi di interesse negativi perseguite dalla banche centrali nella zona euro, Svizzera, Svezia, Danimarca e Giappone.

“Molti cittadini che hanno poca ricchezza e producono reddito in gran parte grazie al loro lavoro, non hanno investito in titoli azionari perché non possono sopportare il rischio di perdite e ovviamente e giustamente non vogliono correre il rischio (…) In tutto il mondo c’è una discussione su una crescente disegualianza. Sono convinto che questa politica monetaria possa contribuire a rafforzare tale diseguaglianza”.

Secondo Weber, l’attuale politica monetaria ha effetti diseguali e alla domanda su cosa ne pensa dei tassi di interesse negativi, l’ex numero uno della Bundesbank risponde così:

“Sono uno strumento problematico. Con la politica dei tassi interesse negativi il discorso è diverso, non è normale (…)”.

Ma cosa si può fare per la crescita? Per Weber la risposa la possono dare le riforme strutturali visto che la politica monetaria da sola non può fare molto.

“Le riforme strutturali devono stimolare la crescita (…) Nei paesi dove si stabilizzano i livelli di debito, come in Germania, le riforme giocano un ruolo maggiore. Lo Stato deve consolidare, ridurre le spese e guadagnare così un margine di manovra per abbassare le tasse. Il tutto stimola così l’economia nel lungo termine molto meglio di quanto può fare la politica”.