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Ubs rinuncia alle garanzie su perdite legate a Credit Suisse

Ubs, in accordo con la Banca Nazionale Svizzera e il dipartimento federale delle finanze, oggi ha rinunciato a prestiti di assistenza alla liquidità legati all’acquisizione di Credit Suisse, avvenuta nel marzo scorso per soli 3 miliardi di euro. Vediamo cosa significa questa mossa della banca svizzera.

La rinuncia di Ubs

Concretamente, Ubs ha rinunciato con effetto immediato al contratto di garanzia di cui ha beneficiato a fronte dell’acquisizione di Credit Suisse. Gli accordi riguardavano una garanzia delle perdite (Loss Protection Agreement o Lpa) fino a 9 miliardi di franchi e prestiti di liquidità per 100 miliardi di franchi al massimo. Ubs ha inoltre notificato che pagherà un totale di 40 milioni di franchi svizzeri per compensare la Confederazione svizzera per l’istituzione della Lpa.

Contestualmente, Ubs ha comunicato il rimborso alla banca centrale Swiss National Bank dei prestiti forniti nell’ambito del programma Emergency Liquidity Assistance Plus (Ela+), di un valore di 50 miliardi di franchi. Le garanzie hanno generato entrate per circa 200 milioni di franchi per la Svizzera, certifica il dipartimento federale per le finanze.

In una nota ufficiale diffusa stamane, Ubs ha affermato che “i prestiti di emergenza non sono più necessari, dopo aver riesaminato tutti gli asset garantiti dai prestiti di emergenza e apportato in modo appropriato modifiche sul loro fair value”.

Inoltre, la banca elvetica rassicurato i dipendenti con una lettera, in cui si è detta certa che sarà “in grado di sostenere da soli i costi totali e l’impatto finanziario dell’integrazione”. Tuttavia, va ricordato che sulla banca elvetica pende la spada di Damocle di due cause:

  1. una intentata da alcuni azionisti che accusano Ubs di aver pagato troppo poco Credit Suisse: 3 miliardi di franchi contro gli oltre 7 miliardi di valore in borsa;
  2. una avviata dagli obbligazionisti, contrari all’azzeramento dei bond subordinati AT1 da parte della Finma.

Le reazioni

Subito dopo la diffusione della notizia, Ubs è balzata in borsa del 5%. Al momento della redazione di questo articolo, il titolo sta salendo del 4,41%. La notizia ha rassicurato i contribuenti svizzeri. Secondo diversi analisti interpellati dall’agenzia Awp, la mossa della banca dovrebbe “calmare il dibattito politico sul potenziale pericolo Ubs per la Svizzera”.

Inoltre, questa scelta rasserena gli investitori sul buon andamento del salvataggio di Credit Suisse. L’analista di Citi Andrew Coombs ritiene altresì che “la restituzione volontaria anticipata potrebbe anche aiutare in altre questioni, come la negoziazione del mantenimento degli affari svizzeri di Credit Suisse”.