Economia

UBS, alert di Ermotti scuote il settore bancario

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Dopo una chiusura d’anno difficile per la maggior parte delle banche del mondo occidentale, gli investitori nutrivano delle speranze per l’inizio del 2019. Come dimostra anche il rialzo di circa il 20% messo a segno dall’indice S&P 500 negli ultimi tre mesi.

Ma questo non sembra il caso, per lo meno non per le banche europee. Alla conferenza di Morgan Stanley del settore finanziario europeo a Londra, l’amministratore delegato di UBS ha lanciato un allarme sulle attività della banca svizzera. Le sue dichiarazioni hanno spedito in ribasso i titoli dell’istituto, che cede più di un punto percentuale e mezzo alla Borsa di Zurigo.

Sergio Ermotti ha annunciato le prospettive della banca e non sono positive. Riferendosi al primo trimestre dell’anno, il top manager ha citato le condizioni più difficili degli ultimi anni. Dicendo che la banca d’affari ha vissuto “uno dei peggiori contesti della storia recente” nel primo trimestre.

Tagliati migliaia di posti nell’investment banking

Ermotti ha puntato il dito in particolare contro l’assenza di attività come fusioni e acquisizioni o quotazioni in Borsa fuori dagli Stati Uniti. I ricavi della divisione investimenti di UBS sono calati di un terzo rispetto a un anno fa. La banca ha inoltre preso la decisione di rallentare le assunzioni di nuovo personale e lanciare meno progetti informatici rispetto al passato.

Le dichiarazioni di Ermotti sono un’indicazione del fatto che il trimestre si è deteriorato ancora di più di quanto la banca non abbia preannunciato la scorsa settimana. Allora UBS ha detto che i clienti hanno preferito rimanere prudenti nei primi tre mesi dell’anno.

Un po’ come avvenuto con Deutsche Bank, UBS ha tagliato migliaia di posti di lavoro nella divisione di investment banking nell’ultimo decennio. Anche perché ha preferito concentrarsi nelle attività di private banking.

UBS, ricavi in calo del 9% rispetto al 2018

La strategia prociclica è stata vincente per le concorrenti, come Credit Suisse. Ma nel caso di UBS ha esposto la banca a un calo del fatturato, per via della fase di correzione del mercato di fine 2018. E anche per la tendenza dei clienti a fare meno trading. È questo il caso a inizio 2019, nonostante la prova positiva di Wall Street e del resto dell’azionario mondiale.

Ermotti ha anche avvertito del fatto che i ricavi nel settore global wealth management sono in ribasso del 9% rispetto al 2018. Il manager del colosso bancario elvetico spera che la tendenza si inverta e di compensare il calo dei ricavi con una riduzione dei costi del 5%.

Per la divisione di investment banking, il primo trimestre ha rappresentato una continuazione dei cali visti alla fine dell’anno scorso. In quel periodo UBS ha subito una perdita di 47 milioni di dollari perché i clienti, in particolare in Asia, hanno deciso di tenersi nelle retrovie.

Problemi iniziati da quando se n’è andato l’italiano Andrea Orcel

Secondo Bloomberg il risultato è in netto contrasto con fine 2017, quando il business della banca d’affari era stata una delle note positive per UBS. Nonché la sola performance a battere ripetutamente le attese degli analisti. I problemi sono iniziati da quando a settembre dell’anno scorso se ne è andato “il Ronaldo dell’investment banking” (come viene chiamato dalla stampa), l’ex presidente Andrea Orcel.

Il manager italiano ex Merrill Lynch doveva diventare l’AD di Banco Santander ma poi non se n’è fatto nulla per un problema legato allo stipendio e alle quote azionarie di UBS in suo possesso. Alla banca spagnola sarebbe costato troppo caro e il CdA ha alla fine preferito lasciar perdere.

Ermotti, come la maggior parte degli AD del settore in Europa, fa fatica a convincere gli investitori di riuscire a scalare posizioni nel ranking bancario nel continente. Le azioni hanno perso un terzo della capitalizzazione l’anno scorso. I cali non si sono interrotti quest’anno. I titoli perdono l’1,7% in questo momento a Zurigo, per la seconda peggiore performance del settore bancario europeo (Indice Bloomberg Europe 500 che raggruppa bancari e finanziari).