Turnover Quota 100, solo quattro lavoratori su dieci vengono sostituiti

7 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Mentre il governo giallorosso è al lavoro per modificare Quota 100,  la riforma delle pensioni fortemente voluta dalla Lega per consentire l’uscita anticipata dal lavoro per chi ha 62 anni di età e 38 di contributi, continua a tenere banco. In molti ne chiedono l’abolizione, definendola costosa e inutile. Soprattutto alla luce dello scarso turnover, ovvero sul ricambio tra i lavoratori che lasciano e quelli più giovani che ne dovrebbero prendere il posto.

A questo proposito gli ultimi calcoli dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del lavoro, mostrano che il ricambio generazionale che si potrebbe mettere in atto in azienda con Quota 100 si attesta intorno al 42% in base alle stime effettuate al terzo trimestre 2019. In altre parole, su 10 lavoratori che vanno in pensione, sono quattro i giovani assunti. Una percentuale in miglioramento rispetto a marzo quando il tasso di sostituzione era circa al 37%. Ma ancora poca cosa.

Domande restano inferiori alle attese

Ad annunciare le nuove statistiche è il presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, Rosario De Luca.

“Il nostro Osservatorio Statistico – ha dichiarato De Luca intervistato a “Punti di vista”, la rubrica della web tv di categoria – ha incrociato i dati delle aziende che hanno perso dipendenti perché in pensione con Quota 100 con quelle che hanno assunto nuovo personale, grazie soprattutto a contratti di apprendistato”.

Nel frattempo le richieste per Quota 100 sono ancora inferiori rispetto alle aspettative che si era dato il governo precedente. A fronte di una platea di richiedenti stimata in 314mila pensionati (lavoratori autonomi, del settore privato e pubblico), le domande pervenute, secondo gli ultimi dati Inps, si attestano a circa 197mila e vedono al primo posto i lavoratori dipendenti del settore privato con circa 70mila istanze.

I politici restano divisi

“Noi – avverte Claudio Durigon della Lega – siamo arrivati ad oggi con 200 mila domande soltanto con Quota 100, altre 20 mila su opzione donna e altre 10 mila su Ape social. In totale siamo a 230mila domande”. E il tasso di sostituzione dal prossimo anno potrebbe crescere ulteriormente, secondo l’ex sottosegretario al lavoro, che a margine della trasmissione ha dichiarato che “dal 1° gennaio 2020 con lo sblocco della assunzioni nella pubblica amministrazione il tasso di sostituzione con Quota 100 aumenterà, diventando 1 a 1 per legge”.

A chiedere l’abolizione della misura con la prossima legge di bilancio per consentire un utilizzo diverso delle risorse investite è invece Luigi Marattin di Italia Viva:

“Ritengo Quota 100 la politica più ingiusta degli ultimi 25 anni”, perché per i prossimi 3 anni “utilizza 22 miliardi di euro per mandare in pensione le persone indipendentemente dal lavoro che facevano. A tutti piacerebbe dire andate tutti in pensione a 60 anni, ma non ce lo possiamo permettere. Allora io preferisco mandare in pensione prima chi ha fatto un lavoro gravoso o usurante e utilizzare quei soldi per ridurre le tasse alle imprese e a chi lavora”.