Turismo: Unioncamere, prezzi stabili per rilanciare l’Italia

6 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Come rilanciare il turismo in Italia e quali le strategie di prezzo da seguire dopo i lunghi mesi di congiuntura economica? Quali prodotti, piatti e pietanze italiani sono più conosciuti e possono aiutare a rafforzare la nostra immagine all’estero? Ha risposto a questi due diversi tipi di domande l’ultima indagine condotta da Unioncamere-Isnart, chiedendo un’opinione al proprio database di esperti nazionali che racchiude al suo interno operatori professionali, giornalisti, impiegati, imprenditori e dirigenti del settore turistico. Ecco i risultati. La quasi totalità del campione, l’85%, ritiene che si possa migliorare la qualità del servizio turistico senza un conseguente aumento di prezzo (o addirittura effettuando una sua riduzione). Riduzione che si può ottenere abbassando il valore delle intermediazioni (48% delle risposte) e ottimizzando l’utilizzo delle risorse umane (46%). Plebiscitario, poi, il dato relativo all’importanza percepita di Internet come possibile strumento per migliorare l’azienda turistica (per il 78% “molto importante”, per il 21% “abbastanza importante”). Non viene reputata positiva l’introduzione di una tassa di soggiorno (per il 74% è inopportuna e per il 71% può addirittura penalizzare il settore). Gli intervistati credono inoltre poco in un possibile effetto dei Buoni Vacanza. Dai dati di taglio più economico a quelli di “gola”. Riguardo al menù che meglio di altri potrebbe aiutare l’identità italiana all’estero figurano senza ombra di dubbio al primo posto gli spaghetti (59%), seguiti dalle lasagne (42%) e dal risotto nelle sue diverse versioni di terra e di mare (30%). Condimento vincente? Il ragù di carne (46%) che stacca la classica salsa di pomodoro (26%) e i frutti di mare (19%), cui si possono però accostare anche le vongole (9%) e il più generico sugo di pesce (7%). Tra i secondi primo posto per la Fiorentina (24%), seguita dalla cotoletta alla milanese (19%) e dagli arrosti (15%). Non raccoglie proseliti, invece, la pizza: occupa infatti solo il sesto posto assoluto con l’11% delle citazioni.