Turismo, Onu: 2mila miliardi di dollari andranno perduti nel 2021

30 Novembre 2021, di Alberto Battaglia

I flussi turistici, nel complesso del 2021, non si avvicineranno ai livelli pre-Covid, mantenendosi in linea con quelli registrati nel 2020. Secondo un nuovo studio delle Nazioni Unite, per la fine dell’anno gli arrivi di visitatori si manterranno più bassi del 70-75% rispetto al 2019, su scala globale. Questo si tradurrà in 2mila miliardi di dollari di ricavi in meno per gli attori economici attivi nel settore turistico.

Dietro a questo dato negativo, però, ci sono andamenti assai disomogenei fra le diverse aree geografiche, dovuti anche al ritardo nelle vaccinazioni in molti Paesi in via di sviluppo e a basso reddito. Per l’Europa il quadro sarà più positivo, grazie all’impatto del certificato di vaccinazione sugli spostamenti.

Nel periodo compreso fra luglio e settembre del 2021 il flusso di turisti ha recuperato terreno rispetto al 2020, con un incremento del 58%; tuttavia, se il paragone viene effettuato con l’ultimo anno del pre-Covid, si è comunque registrato un calo del 64%.

“I dati del terzo trimestre del 2021 sono incoraggianti”, ha detto il segretario generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili, “tuttavia, gli arrivi sono ancora il 76% al di sotto dei livelli pre-pandemia e i risultati nelle diverse regioni globali rimangono disomogenei”.

Infatti, gli arrivi in Asia e nell’area del Pacifico sono diminuiti fino al 95% rispetto al 2019, poiché molte destinazioni sono rimaste chiuse per i viaggi non essenziali. L’Africa e il Medio Oriente hanno registrato cali nelle visite del 74% e dell’81%, rispettivamente, nel terzo trimestre rispetto al 2019.

Nel frattempo, le speranze della Borsa sul settore turistico si sono raffreddate molto dopo la scoperta della variante Omicron, che potrebbe portare a nuove restrizioni sugli spostamenti e scoraggiare il turismo. L’indice Dow Jones US travel & tourism è in calo del 7% da inizio anno. Rispetto ai massimi toccati a metà marzo del 2021 questo indice è ora in calo del 21,8%.

 

 

Nota dell’autore:

Dopo sei anni di lavoro per Wall Street Italia, questo è il mio ultimo articolo per la testata che mi ha dato visibilità, dal termine dei miei studi. Ringrazio i lettori che mi hanno seguito e che ho cercato di informare con la massima onestà.