Turchia: lira a picco, dopo ennesimo taglio tassi

19 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

Affonda la lira turca, che precipita ai minimi storici dopo che la banca centrale del Paese ha tagliato il costo del denaro dell’1% portandolo al 15%. Si tratta del terzo taglio in pochi mesi: scorso settembre, quando il nuovo governatore Sahap Kavcioglu è entrato in carica, i tassi erano al 19%.

Come ampiamente previsto, la valuta ha toccato un nuovo minimo storico: con un calo fino al 4% la divisa ha toccato un nuovo minimo storico di 11,3 contro il dollaro. Altrettanto violento il tonfo sull’euro, scambiato fino a un minimo di 12,8 lire turche. Nell’ultimo anno la moneta turca ha perso circa un terzo del suo valore, solo negli ultimi due mesi la flessione è stata del 20%.

Che cosa c’è dietro la decisione della banca centrale turca

La decisione di tagliare i tassi di interesse, quella dell’istituto di politica centrale, che lascia perplessi alla luce dell’inflazione galoppante. In presenza di prezzi in rialzo, solitamente le banche centrali aumentano il costo del denaro. A ottobre aveva la banca centrale turca aveva già deliberato un taglio dei tassi di interesse, pari a 200 punti base, portando quello di riferimento dal 18 al 16 per cento. Il tutto a fronte di un’inflazione al 20 per cento, un livello che si era visto per l’ultima volta nel 2018.

Si conferma dunque ancora una volta la mancanza di indipendenza dell’istituto di politica monetaria, che sembra rispondere alla volontà del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di favorire la la crescita a tutti i costi. La lira debole ha permesso al Paese di accrescere sensibilmente le esportazioni. E per fine anno le attese sono per un rimbalzo del Pil del 9 per cento.

Non solo.  Sono anni che Erdogan, pur volendo combattere l’inflazione, si schiera contro gli alti tassi di interesse da lui stesso definiti “la madre e il padre di tutti i mali”.

Il giorno prima della riunione della banca centrale turca, il presidente turco ha ripetuto la sua visione non ortodossa secondo cui i tassi più alti sono la causa dell’inflazione.

“Non possiamo permettere che il nostro popolo venga schiacciato dai tassi di interesse”, ha detto Erdogan in parlamento. “Non posso e non voglio stare su questa strada con coloro che difendono i tassi di interesse”.

Il problema è che gli effetti collaterali di questa politica economica non convenzionale si stanno facendo sentire da tempo: l’impenna dell’inflazione e e la svalutazione della lira hanno eroso profondamente il potere di acquisto delle famiglie.