Turchia, inflazione al top di 15 anni: prosegue crollo lira

3 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Come previsto, dato il crollo valutario delle ultime settimane, l’indice dei prezzi al consumo della Turchia ha proseguito la sua scalata a settembre. Il dato, tuttavia, è risultato molto superiore alle attese: l‘inflazione ha toccato i massimi degli ultimi 15 anni, al 24,5%, contro una previsione media che l’aveva stimata al 21,1%.

L’indice dei prezzi al consumo ha così superato il tasso di riferimento al 24% della banca centrale turca, dalla quale ora si attendono nuovi rialzi. Il target dell’istituto per tasso d’inflazione è al 5% lontano chilometri. Eppure lo spazio per alzare ulteriormente i tassi d’interesse non molto ampio, vista l’ostilità del presidente Recep Tayyip Erdogan contro le politiche monetarie restrittive.

Il cambio dollaro-lira turca ha visto un nuovo tonfo della moneta locale, arrivando a quota 6,0972 prima di moderare le perdite all’attuale 6,0274 (-0,71%).
“Un’inflazione così pessima sembra uscita davvero dalla vecchia Turchia”, ha dichiarato Inan Demir, economista alla Nomura International di Londra, “l’inflazione complessiva annua è al di sopra del tasso ufficiale della banca centrale al 24%, il che richiede un altro rialzo dei tassi”.

“I tassi di interesse al 24% forniscono una certa protezione”, ha commentato l’analista di Medley Global, Nigel Rendell, “ma c’è la sensazione che la debolezza della domanda interna sarà la forza disinflazionistica dominante nel giro di pochi mesi, una volta che il pass-through di valuta estera si sarà diffuso attraverso il sistema”.
Anche secondo il ministro delle finanze turco, Berat Albayrak, il tasso d’inflazione è destinato a rallentare già dal mese di ottobre, senza però risparmiare un attacco agli speculatori, che restano indicati fra i responsabili della vampata dei prezzi.