Ttip: mangeremo cibo con 82 pesticidi prima vietati

21 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Si accende il dibattito tra favorevoli e contrari al TTIP, il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti in fase di approvazione. I favorevoli, quelli cioè che guardano positivamente a una sua approvazione, fanno notare che creerebbe un’area di libero scambio che rappresenta più del 50% del Pil mondiale, che favorirebbe  le esportazioni delle imprese, aumentando allo stesso tempo i livelli di occupazione.

Sul fronte opposto, i contrari, che vedono in prima fila centinaia di associazioni ambientaliste, Ong operanti in tutti gli Stati Ue, puntano il dito sul fatto che, secondo loro, il TTIP produrrebbe vantaggi solo per le multinazionali, in particolare quelle statunitensi,  che potrebbero giovarsi di un aumento delle esportazioni, mentre potrebbe essere un colpo mortale per le piccole e medie imprese.

Tra i settori piu’ colpiti, ci sarebbe l’agricoltura. Qualche numero per capire bene il fenomeno. Secondo il  rapporto Contadini europei in svendita, redatto dall’organizzazione Friends of the Earth Europe, citato in un articolo di Famiglia Cristiana: “Il TTIP aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro mentre avrà pochi benefici per pochissimi grandi produttori europei. Il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe diminuire dello 0,8% con conseguente perdita di posti di lavoro, mentre al contrario quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%”.

Secondo lo stesso rapporto, c’e’ il rischio che il TTIP possa portare a un rafforzamento dell’agroindustria a tutto svantaggio delle colture agricole tradizionali. “Molti produttori che operano in Europa”, si legge nell’analisi, “perderanno le loro quote di mercato sostituiti dai produttori statunitensi. Il TTIP porterà poi a un’ulteriore intensificazione delle coltivazioni e della concentrazione nelle mani delle corporation dell’agricoltura sulle due sponde dell’Atlantico” si legge ancora nell’articolo.

Non secondarie le paure sulle conseguenze negative a livello ambientale e sanitario: “La sicurezza dei consumatori e la protezione dell’ambiente ne verranno danneggiate perché sia il governo Usa sia le organizzazioni di produttori statunitensi stanno apertamente chiedendo all’Europa di indebolire i sistemi di protezione in ambiti quali l’approvazione di cibo Ogm, le regole sulla sicurezza dei pesticidi, il bando sugli ormoni e i lavaggi anti-patogeni nella produzione di carni”.

Degli 82 pesticidi vietati nell’Unione Europea ma in uso negli Stati Uniti, senza una regolamentazione specifica e adottando il meccanismo di equivalenza automatica, con il TTIP i gruppi fabbricanti di questi prodotti dannosi potrebbero chiedere di poterli commercializzare anche in Europa.

Fonte: Famiglia Cristiana