Trump, via al protezionismo: ritira Usa da TTP. Schiaffo al Giappone

23 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI)- Appena insediatosi alla Casa Bianca, il neo presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ha mantenuto una delle sue prime promesse fatta in campagna elettorale: affossare la TPP e così è stato.

Il neo inquilino della Casa Bianca ha annunciato infatti il ritiro degli Usa dalla TTP, il Trans Pacific Partnership e al tempo stesso ha anche confermato l’impegno a rinegoziare il trattato nordamericano Nafta, minacciando di denunciare l’intesa se le trattative per le modifiche dell’accordo non vadano a buon fine, quindi Messico e Canada non venissero incontro alle richieste americane.

Una decisione che rappresenta uno schiaffo al Giappone che poche ore prima della cerimonia di insediamento del nuovo presidente a Washington, aveva notificato alla Nuova Zelanda la chiusura delle procedure interne di ratifica della TTP, uno dei primi paesi a farlo, affermando così che la TPP non doveva considerarsi conclusa. Ora il ritiro americano cambia le carte in tavola.

“Impatterà negativamente sull’economia globale, comprese le nostre”.

Parla così Akio Mimura, presidente della camera di commercio e industria giapponese. Gli fa eco il presidente dell’associazione dei dirigenti dell’industria, Yoshimitsu Kobayashi, il quale ha sottolineato in un comunicato che è indispensabile per uno sviluppo sostenibile dell’economia globale promuovere il free trade.

I rischi sono dietro l’angolo e a rimetterci sarà il Giappone. Gli interrogativi all’indomani dell’annuncio del ritiro americano dalla TTP sono se la nuova amministrazione Trump abbia altro da proporre a Tokyo,  e come si atteggerà lo stesso Trump sul fronte valutario, nascondendo il timore di esporre il Sol levante ad accuse di pratiche valutarie anticoncorrenziali. A ciò si aggiunge anche il timore di una guerra commerciale tra Washington e Pechino che rischia di avere pesanti ripercussioni anche su Tokyo.

Il premier nipponico Shinzo Abe spera nella costruzione di un sincero rapporto con Donald Trump che ha già avuto modo di incontrare in maniera informale alla Trump Tower alcuni giorni dopo le elezioni e ora spera in un nuovo incontro a Washington il prima possibile.

Fonte: Il Sole 24Ore