La riforma fiscale di Trump: che cos’è il “Big Beautiful Bill” e i suoi effetti sul mercato obbligazionario
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Il nome è roboante, perfettamente in linea con il lessico iperbolico del presidente Donald Trump. Il contenuto, invece, è una proposta fiscale che potrebbe riscrivere profondamente le priorità economiche e sociali degli Stati Uniti. Si chiama “Big Beautiful Bill” la legge di bilancio, firmata il 4 luglio e pubblicato oggi sul Federal Register. Si tratta della più ampia revisione del sistema fiscale USA dal 2017, con effetti rilevanti sui conti pubblici e sulla stabilità dei mercati obbligazionari.
I punti principali
Come spiega bene Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, al centro del provvedimento c’è la proroga dei tagli fiscali introdotti nel 2017, durante il primo mandato Trump, per un valore complessivo di circa 2.700 miliardi di dollari.
La misura si accompagna a un piano di ridimensionamento della spesa pubblica che colpisce soprattutto due aree chiave del welfare americano: il piano introduce requisiti lavorativi per chi riceve Medicaid, controlli più severi sull’idoneità e tagli ai fondi per gli stati che coprono immigrati irregolari (625 miliardi risparmiati).
Si aggiungono 300 miliardi di risparmi nel programma SNAP (Supplemental Nutrition Assistance Program ovvero i cosiddetti food stamp per l’assistenza alimentare delle famiglie a basso reddito), aumentando da 54 a 64 anni l’età per cui vale l’obbligo di lavorare per ricevere aiuti alimentari.
Una manovra sbilanciata: più deficit, meno welfare
Il costo netto stimato, secondo il Congressional Budget Office (CBO), è pari a 3.400 miliardi di dollari nel prossimo decennio, con un impatto complessivo sul deficit che potrebbe superare i 4.100 miliardi considerando l’effetto degli interessi sul debito.
“In un contesto di debito pubblico già elevato, è un segnale chiaro che la stabilità fiscale non è più una priorità della politica statunitense”, osserva Diodovich, aggiungendo che le misure compensative sono relativamente contenute rispetto alla portata dei tagli fiscali.
Parallelamente, il piano include tagli alla spesa pubblica per circa 1.100 miliardi, concentrati soprattutto su welfare e transizione ecologica. Vengono introdotti requisiti lavorativi più stringenti per accedere al Medicaid, ridotti i fondi per SNAP (l’assistenza alimentare) e rimossi numerosi crediti d’imposta per le energie rinnovabili e l’acquisto di veicoli elettrici.
Obbligazionario sotto pressione: i rendimenti volano
L’approvazione del pacchetto fiscale ha innescato una forte reazione sui mercati obbligazionari. Nelle ultime settimane, il rendimento del Treasury trentennale ha superato il 5,1%, massimo dal 2023, mentre il decennale hanno superato il 4.6%, riflettendo i timori per il forte aumento dell’offerta di titoli pubblici. Gli investitori richiedono maggiore remunerazione per acquistare titoli del Tesoro, a causa dell’aumentato rischio fiscale e dell’incremento dell’offerta di debito
La manovra, infatti, prevede un incremento del tetto del debito di 5 trilioni di dollari per finanziare l’espansione fiscale. Le maggiori emissioni previste nel secondo semestre dell’anno hanno alimentato una fase di vendite globali di Treasury, con un marcato disimpegno da parte di investitori istituzionali giapponesi ed europei, come confermato da U.S. Treasury International Capital.
Secondo gli analisti di T. Rowe Price, il rischio è che il mercato dei titoli di Stato americani entri in una fase di “persistente tensione strutturale”, con rendimenti destinati a rimanere elevati a causa dell’incertezza sulla sostenibilità fiscale.
Le implicazioni economiche e sociali
Se da un lato i tagli fiscali potranno offrire un impulso di breve periodo a consumi e investimenti, in particolare tra le PMI e il settore finanziario, dall’altro lato le misure sul welfare avranno effetti redistributivi marcati. Secondo il CBO, il 10% più ricco della popolazione beneficerà di un aumento medio del reddito disponibile pari al 2%, mentre il 10% più povero vedrà una riduzione del 4%, a causa della riduzione delle tutele sanitarie e alimentari.
L’opposizione democratica ha parlato di “regalo ai più ricchi finanziato con i diritti dei più deboli”. Tuttavia, i Repubblicani hanno difeso la misura come “necessaria per rilanciare la crescita, semplificare il sistema fiscale e scoraggiare l’assistenzialismo”.
La sfida per la Fed
L’aumento strutturale del deficit potrebbe complicare la politica monetaria della Federal Reserve. Con i tassi ufficiali già al 4,75%, l’inflazione in raffreddamento ma non ancora stabilizzata, e un fabbisogno di finanziamento in crescita, il rischio è che la banca centrale debba scegliere tra sostenere il mercato dei Treasury o perseguire con rigore il mandato sulla stabilità dei prezzi.
Secondo il Budget Lab della Yale University, il costo medio del servizio del debito potrebbe salire di 120 punti base entro il 2035, in assenza di un’inversione della rotta fiscale.