Trump presidente Usa? Cina reagirebbe con forza

5 Maggio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Se Donald Trump venisse eletto, e ormai nella strada che lo potrebbe portare alla Casa Bianca c’è di mezzo solo Hillary Clinton, la Cina non starebbe con le mani incrociate a guardare, ma reagirebbe alla minaccia oltreoceano. Sebbene molti osservatori e analisti politici continuino a sostenere che l’ex segretario di Stato Clinton sia la grande favorita per l’elezione alla presidenza degli Stati Uniti a fine 2016, Trump ha abituato il popolo americano a vincere le sfide più improbabili, grazie alla sua accattivante demagogia e capacità di comunicazione.

Nonostante le sue enormi ricchezze, l’imprenditore Trump è riuscito a porsi come un candidato lontano dalle élite politiche al potere e vicino alle imprese e al cittadino medio. È adesso quello che era stato dipinto come un clown è a un passo dal diventare l’uomo più potente al mondo. Il passo è lungo – Trump dovrebbe recuperare circa 10 punti percentuali di voto negli Stati più importanti e per farlo dovrebbe ricucire lo strappo con la comunità degli afroamericani e sudamericani, sempre più disaffezionata nei confronti dei leader del partito conservatore – ma mancano ancora sei mesi e il magnate newyorchese ha tutte le carte in regola per sorprendere.

Il risultato, insomma, è tutto sommato ancora incerto, nonostante quello che vogliano fare credere i grandi giornali e Tv filo governativi, e in Cina iniziano a domandarsi cosa succederebbe se il ricco tycoon dell’immobiliare – noto protezionista e oppositore del regime cinese – sorprendesse di nuovo tutti, ribaltando i pronostici.

Cina “risponderebbe con la forza” a Trump

Se Trump la spuntasse a novembre lo scenario per la Cina sarebbe preoccupante, scrive il megafono del partito al governo cinese, il Global Times. Per il candidato del Partito Repubblicano, infatti, una Cina forte rappresenta una minaccia. I media e le élite politiche americane hanno ignorato e preso sotto mano i grandi cambiamenti in atto nella società statunitense. Trump invece ha saputo cavalcare il disagio, ha saputo reprimere l’establishment del partito Repubblicano e fare breccia nei media mainstream.

Un Trump presidente sconvolgerebbe completamente il modus operandi degli Stati Uniti, specie in temi come la sicurezza, gli Esteri e l’economia. Se ottenesse il voto di approvazione del popolo americano, varerà diverse riforme che sono destinate a ribaltare molte delle politiche attuali.

Secondo quanto dichiarato in campagna elettorale, se Trump dovesse diventare presidente, gli Stati Uniti finiranno per isolarsi di più, avverte la testata nazionale cinese, e “saranno più improntati alla difesa dei propri interessi e al protezionismo economico”. La Cina, che prediligerebbe il mantenimento dello status quo con Clinton presidente, non starebbe a guardare e “risponderebbe con la forza a qualunque tentativo degli Stati Uniti di isolarsi”.

Washington passerebbe allo scontro frontale con i suoi nemici storici, come Russia e Cina, e imporrebbe un giro di vite in tema di politiche migratorie, scontentando europei e sudamericani. Dopo aver approfittato per diversi anni di enormi avanzi commerciali dagli Stati Uniti, Cina e Giappone saranno all’improvviso costretti da Washington a facilitare l’accesso degli Usa ai loro mercati.

Fonte: Global Times