Trump ora vuole alzare dazi su import auto. Pechino furiosa

24 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Si inasprisce la guerra commerciale di Donald Trump. Questa volta nel mirino del presidente americano finisce l’industria automobilistica. Confermando le indiscrezioni diffuse dal Wall Street Journal, ieri Trump, nel corso di un incontro col segretario al commercio Wilbur Ross, ha dato istruzioni per avviare un’indagine sulle importazioni di automobili negli Usa.

A renderlo noto è la Casa Bianca, spiegando che si farà ricorso alla ‘Sezione 232’ del Trade Expansion Act, come aveva anticipato il quotidiano americano parlando di possibili dazi fino al 25%. L’indagine – afferma Trump – è motivata da ragioni di sicurezza nazionale.

Come fatto con i dazi su acciaio e alluminio, Washington potrebbe dunque ricorrere a una legge del 1962 per imporre tariffe doganali sulle auto importate negli Stati Uniti per difendere (almeno a parole) la sicurezza nazionale americana. Svelato dunque il mistero dietri il tweet scritto da Trump ieri nella mattinata americana:

“Ci sarà presto una grande notizia per i fantastici operai americani del settore auto. Dopo molti decenni in cui avete perso occupazione a favore di altri Paesei, avete atteso a lungo a sufficienza!”

La mossa sembra pensata per prendere di mira i produttori europei e giapponesi. Attualmente, sulla base delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, gli Usa impongono dazi del 2,5% sui veicoli leggeri e del 25% sui truck in arrivo su suolo americano da Paesi con cui gli Usa non hanno un’intesa commerciale.

Ma anche la Cina rischia di subire il peso di nuove barriere, alla luce del suo crescente interesse verso gli Stati Uniti come mercato potenziale del loro export. Non a caso, Pechino ha subito detto di opporsi

“all’abuso delle clausole sulla sicurezza nazionale che danneggerà seriamente i sistemi del commercio multilaterale e romperà l’ordine regolare del commercio internazionale”.

Sono le parole del portavoce del ministero del Commercio Gao Feng, che ha speigato poi che la Cina difenderà con decisione” i suoi legittimi diritti. “Seguiremo da vicino la situazione dell’indagine Usa e faremo una piena valutazione del suo possibile impatto, difendendo i nostri legittimi interessi”, ha assicurato Gao.