Trump mira al secondo mandato, niente escalation nella guerra commerciale

28 Giugno 2019, di Alessandro Piu

La campagna elettorale per l’elezione del presidente Usa inizia a novembre e a Trump servono un’economia e una borsa in salute per arrivare alla rielezione

L’attenzione dei mercati è puntata sul vertice del G20 in svolgimento a Osaka, in Giappone. Piatto principale è l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense Donald Trump. Gli investitori si mantengono prudenti, nell’attesa, anche se circola un velato ottimismo. Difficile, tuttavia, che si arrivi alla firma di un accordo vista la complessità del confronto. Difficile anche, tuttavia, che le cose possano peggiorare con un’escalation al rialzo dei dazi rispetto ai livelli attuali (tariffe al 25% su 200 miliardi di esportazioni cinesi negli Stati Uniti).

In altre parole, la minaccia di ampliare il dazio del 25% ad altri 600-700 miliardi di merci cinesi non verrà attuata. È lo scenario base prospettato da Mondher Bettaieb Loriot, responsabile corporate bond di Vontobel Am, che in un incontro con i giornalisti ha spiegato:

“Bisogna pensare che quello che Trump vuole, alla fine, è essere rieletto. E per essere rieletto ha bisogno di un’economia e di mercati azionari in salute. Attualmente abbiamo dazi al 25% su 200 miliardi di esportazioni cinesi che pesano per lo 0,2% sul Pil statunitense. Se si rimane su questi livelli non ci saranno problemi. Diverso il caso in cui queste tariffe vengano estese a ulteriori 300 miliardi di dollari di merci. L’impatto sul Pil Usa salirebbe allo 0,6%. E se si salisse a 600-700 miliardi di dollari, sarebbe negativo per tutti. Non credo tuttavia che si arriverà a questo”.

L’altro fronte di tensione, l’Iran

Bettaieb Loriot appare più preoccupato dell’aumento della tensione tra Stati Uniti e Iran.

“Trump sembra che voglia entrare in guerra con l’Iran”

ha dichiarato il responsabile corporate bond di Vontobel Am che ha poi aggiunto:

“Non lo farà comunque prima di aver iniziato l’eventuale secondo mandato”.

Una guerra in un anno di campagna elettorale finirebbe, con tutta probabilità, per affossare le speranze di rielezione dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

Moderato ottimismo sui mercati

A fronte di questo scenario Bettaieb Loriot si dichiara moderatamente ottimista sugli asset rischiosi.

“Ci sono alcuni elementi sul tavolo dei mercati in questo momento. Alcuni sono negativi ma non sono diventati così tanto negativi, e li abbiamo visti. Non bisogna però dimenticare quelli positivi, come la liquidità in eccesso e il fatto che le Banche centrali abbasseranno i tassi di interesse”.

Nell’ultima riunione della Federal Reserve il dot plot, che indica l’orientamento dei membri del Comitato operativo sul futuro livello dei tassi di interesse, si è abbassato a un valore mediano di 2,1% da 2,6% precedente.

“Tassi bassi e liquidità in eccesso è uno scenario sempre positivo per gli asset rischiosi: bond emergenti, credito corporate e azioni. Nel mondo ci sono circa 10.500 miliardi di obbligazioni governative che rendono meno di zero. 6.500 miliardi fanno capo al Giappone, il resto sono targate Europa. Se tu sei un’assicurazione o un fondo pensione che vuole investire, il solo modo che hai per non perdere denaro è rivolgerti altrove, per esempio alle borse”.