Trump minaccia di chiudere rubinetti governo, a rischio tripla A

23 Agosto 2017, di Daniele Chicca

Il muro al confine con il Messico sarà costruito costi quel costi, anche se vorrà dire interrompere i servizi federali. Lo ha detto Donald Trump, che in campagna elettorale ha fatto del progetto anti migranti uno dei punti cardine della sua agenda politica. Le sue parole hanno spinto al ribasso Wall Street in avvio di seduta. Il Dow Jones, che veniva da una delle migliori prove giornaliere degli ultimi quattro mesi (guadagnati 196 punti), ha perso 90 punti.

Trump ha detto che è pronto anche a lasciare che scatti uno shutdown, ossia una paralisi, delle attività governative pur di portare a termine la costruzione del muro. Durante un comizio in Arizona Trump ha detto con toni enfatici che “se dobbiamo chiudere le attività del governo per costruire il muro, lo faremo“.

Le parole del presidente Usa hanno tuttavia innervosito gli operatori di Borsa con Wall Street che ha aperto i battenti in ribasso quest’oggi, preoccupata dalle prospettive di uno shutdown” delle principali attività federali. Secondo le stime dell’amministrazione Trump il progetto costerebbe tra i 5 e i 10 miliardi di dollari.

Trump ha intenzione di finanziare il muro lungo il confine meridionale con il vicino Messico imponendo una tassa del 20% sulle importazioni dal Messico, in una mossa che sarebbe in linea con la sua politica di stampo protezionista in ambito diplomatico e commerciale.

Il presidente Usa, eletto a sorpresa nelle elezioni dello scorso novembre, ha anche espresso forti dubbi sulla capacità del suo staff di trovare un punto di incontro nei negoziati per riscrivere il trattato di libero scambio Nordatlantico (il cosiddetto NAFTA), aggiungendo che il governo americano probabilmente metterà fine agli accordi presi.

Il presidente di Tower Bridge Advisors Maris Ogg ha riferito alla CNBC che sui mercati in molti ormai hanno smesso di dare retta a tutto quello che dice Trump. “In realtà Trump ha probabilmente fatto bene, visto che con la sua uscita ha garantito che i mercati rimangano scettici”.

I trader non sono rimasti a guardare: dopo i commenti di Trump sulla fine del trattato commerciale e sulla volontà di portare a termine a tutti i costi il progetto per risolvere il problema dei migranti, sul valutario il peso messicano ha perso lo 0,8% nei confronti del dollaro, mentre tra gli altri mercati i contratti con scadenza dicembre dell’oro sono saliti dello 0,32%. In avvio di seduta il Dow Jones cedeva lo 0,36%, un calo del tutto simile a quello registrato anche da S&P 500 e Nasdaq.

Le prospettive di una paralisi del governo Usa pesano non solo sui mercati ma anche sulla qualità del credito del paese. L’agenzia di rating Fitch ha avvertito il paese che rischia di perdere la tripla A: il rating della prima economia al mondo verrà messo sotto osservazione per una possibile bocciatura se il Congresso non troverà “con la giusta tempistica” un accordo per aumentare il limite oltre il quale Washington non può emettere nuovo debito per finanziare le proprie attività. C’è tempo fino a fine settembre. In pratica dal 5 settembre, quando riprenderanno i lavori, mancheranno 12 giorni lavorativi per trovare raggiungere un’intesa.