Trump contro TTIP: Rinegozierò tutti gli accordi commerciali

22 Luglio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “Con umiltà e gratitudine accetto la nomination per la presidenza degli Stati Uniti”. Così’ ieri sera Donald Trump  ha aperto il suo discorso di accettazione dell’investitura del partito repubblicano per la corsa alla Casa Bianca sul palco della Quicken Loans Arena di Cleveland.

Un discorso incentrato sui problemi di sicurezza e legati al terrorismo che minacciano gli Stati Uniti. E che, a suo dire, sarebbero stati causati delle politiche troppo morbide di Barack Obama e di Hillary Clinton, rei di aver commesso “crimini terribili”.

Accettando la nomination del partito repubblicano, il magnate miliardario newyorkese ha sfoderato un’altra carta, quella inattesa delle minoranze: si è presentato come un candidato più vicino alle donne, agli afroamericani, agli omosessuali, alle minoranze. “Mi batterò per dare voce a chi non la ha“.

L’apertura però è stata solo una parentesi in un discorso incentrato ancora una volta sui temi populisti con i quali ha conquistato gli elettori repubblicani. Il primo obiettivo della nuova amministrazione sarà quello di liberare i cittadini americani dalla piaga del crimine e del terrorismo, combattendo “la mancanza di legge e ordine che minaccia le nostre comunità”, ha detto Trump. Questo, come ha promesso il candidato, avverrà attraverso un rafforzamento dell’esercito e la polizia.

Ancora una volta, Trump ha parlato del muro per dividere gli Stati Uniti dal Messico (“Volgiamo il muro”, hanno ripetuto le persone nel palazzetto) e la chiusura nei confronti dell’immigrazione. Questa volta però ha aggiustato il tiro sul divieto di ingresso ai musulmani. “Bloccheremo l’ingresso ai cittadini di quei Paesi che non applicano politiche certe per contrastare il terrorismo”, ha continuato.

Trump protezionista, promette lotta a libero scambio

Nell’agenda economica, un altro punto fondamentale e’ rappresentato dai rapporti commerciali con gli altri stati: “Faremo accordi singoli con stati singoli”, ha annunciato ricordando che l’intesa sull’area di libero scambio con i paesi del Pacifico è un errore. “Consegna le leggi americane nelle mani di quelle dei paesi orientali. Non permetterò che accada”, ha detto. A questo punto ha ricordato il primo degli accordi commerciali che hanno creato problemi agli Stati Uniti. Il Nafta, “voluto da Bill Clinton, uno dei peggiori accordi della storia dell’America, anzi del mondo. E lo ha firmato il marito di Hillary”, ha aggiunto sostenendo che lo rinegozierà non appena sarà presidente.

Le reazioni di Hillary Clinton non si sono fatte attendere a lungo.  La prima replica arriva su Twitter, mentre il tycoon sta ancora parlando nell’arena di Cleveland: ”Non sei la nostra voce”, scrive la candidata democratica alla Casa Bianca, riprendendo lo slogan dello stesso Trump che rivolto alla platea della convention repubblicana ha ripetuto piu’ volte ”io sono la vostra voce”. Poi in spagnolo twitta: ”Si’, costruiremo un muro tra te e la presidenza, Donald Trump”, replicando al tycoon che e’ tornato a promettere la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico per fermare l’immigrazione illegale.