“Registrare di nascosto Trump? Rosenstein lo propose seriamente”

18 Febbraio 2019, di Alberto Battaglia

Il viceministro della Giustizia Usa, Rod Rosenstein, era “assolutamente serio” quando si propose di registrare Donald Trump alla Casa Bianca, con l’aiuto di un dispositivo nascosto. E’ quanto ha confermato l’ex vicedirettore dell’Fbi Andrew McCabe in un’intervista rilasciata al programma 60 Minutes, ipotizzando che l’intenzione di Rosenstein fosse quella di raccogliere prove sulle ragioni che avevano spinto il presidente Usa a licenziare il direttore dell’Fbi, James Comey.

Rosenstein in precedenza aveva negato di voler registrare Trump, dopo che una rivelazione del New York Times aveva portato a galla la questione nel settembre 2018. Comey, allontanato dal suo ufficio nel maggio 2017, sarebbe stato troppo disponibile a indagare sulle presunte influenze russe nella campagna presidenziale di Trump. L’intervista rilasciata da McCabe, mostra con chiarezza le divisioni interne alla squadra governativa, pronta a tramare contro il presidente per rimuoverlo dalla carica.

Dopo il licenziamento di Comey, ha raccontato McCabe, è partito un periodo “incredibilmente turbolento, incredibilmente stressante. Non posso descrivere in modo sufficientemente preciso la pressione e il caos che Rod Rosenstein ed io stavamo subendo in quel momento. Mi era chiaro che lo stress stava influenzando il vice procuratore generale”.

McCabe ha spiegato che lui e Rosenstein avevano avuto una conversazione sulle ragioni che avevano spinto Trump a cacciare Comey “se pensava o meno alle indagini riguardanti la Russia, e se questo avesse avuto un impatto sulla sua decisione. E nel contesto di quella conversazione”, ha svelato McCabe, “il viceministro della Giustizia si è offerto di portare un registratore nascosto nella Casa Bianca”. Rosenstein avrebbe scommesso sul successo dell’operazione in quanto disse a McCabe: “Non vengo mai perquisito quando vado alla Casa Bianca, potrei facilmente indossare un dispositivo di registrazione, non saprebbero ma che c’è”.

Dopo lo scandalo scoppiato lo scorso settembre, Rosenstein aveva minimizzato affermando che tale ipotesi sarebbe stata solo uno “scherzo”. “Non ho mai cercato e mai autorizzato registrazioni del presidente ed ogni indicazione sul fatto che io abbia sostenuto la rimozione del presidente è assolutamente falsa”, aveva commentato il viceministro.

Non stava scherzando, era assolutamente serio“, ha detto McCabe, “e infatti, l’ha portato [il registratore] nel seguente incontro che abbiamo avuto”.

Se l’intenzione era seriamente quella di registrare di nascosto il presidente Trump, quale sarebbe stato l’obiettivo? “La ragione per la quale uno dovrebbe indossare un dispositivo di registrazione nascosto è raccogliere prove: in questo caso, che fosse dimostrare la vera natura della motivazione del presidente dietro la richiesta di licenziamento di Jim Comey?”, ha domandato McCabe senza assumersi la responsabilità di affermare questa teoria.