Truffati banche: passa la linea Tria, rimborsi a due velocità

9 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Sul rimborso ai truffati delle banche passa la linea voluta dal ministro dell’economia Giovanni Tria, ovvero nel 90% dei casi potranno beneficiare di rimborsi forfettari diretti, mentre nel restante 10% dei casi è previsto il ricorso a un “arbitrato semplificato” da una tipizzazione delle violazioni massive, davanti alla commissione dei 9 esperti indipendenti creata ad hoc.

E’ quanto prevede la proposta illustrata ieri dal Governo alle associazioni dei consumatori, che oggi approderà in Consiglio dei Ministri, e che di fatto sancisce il via libera alla linea del doppio binario portata avanti da Tria, per evitare di incappare in un rifiuto da parte della commissione Ue.

Per accedere automaticamente ai rimborsi i risparmiatori truffati dovranno avere un imponibile entro i 35 mila euro o un patrimonio mobiliare di 100.000 euro. Per gli altri saranno tipizzati gli investimenti “e saranno analizzati per grandi categorie e non caso per caso” davanti alla commissione ad hoc che sarà costituita al ministero dell’Economia, secondo quanto ha detto il sottosegretario.

Il 90% dei risparmiatori avrà rimborso diretto

Con la soluzione trovata per il decreto attuativo sui risparmiatori delle banche “verrebbe soddisfatto circa il 90% della platea che beneficerebbe di un rimborso diretto” ha confermato ieri il premier Giuseppe Conte, a margine di un evento a Milano.

“Abbiamo fatto – continua il premier – tutti i massimi sforzi per consentire una erogazione che sia la più diretta possibile per quanto riguarda le somme che, ricordo, sono già tate stanziate”. Nel dettaglio, spiega il presidente del consiglio, “abbiamo dato delle possibili soluzioni. Una in particolare consentirebbe una modalità  di rimborso efficace e rapida. E’ basata sulla distinzione sopra e sotto soglia, ma le soglie sono molto aperte” e verrebbe soddisfatto il 90% della platea. Per il restante 10%, però, “non è previsto un arbitrato ma una modalità affidata a una commissione tecnica. Mentre l’arbitrato presuppone due parti in conflitto, e cioè i risparmiatori e le banche, nel caso della commissione, non c’e’ l’impresa bancaria, ma solo la richiesta del risparmiatore”. L’obiettivo del governo è quello di “vagliare le richieste in modo omogeneo senza fare istruttorie. Una commissione tecnica garantirebbe indennizzi celeri”.