Troika, austerity anche se economia migliora

4 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Portogallo ha esultato troppo presto. Proprio mentre si è presentata la speranza di un futuro migliore per l’economia lusitana, con il governo che ha rivisto al rialzo le stime sul Pil sia del 2013 sia del 2014, è arrivata la batosta dalla troika.

Visti i precedenti, la notizia non fa altro che confermare l’ossessione che il panel – composto da funzionari della Bce, del Fondo Monetario Internazionale e dall’Ue – ha verso le misure di austerity.

Lisbona ha infatti chiesto alla troika di rendere più flessibili i target sulla riduzione del deficit, al fine di smorzare l’austerità. Netto no da parte della Commissione, nonostante proprio il contestuale via libera al pagamento della prossima tranche del pacchetto di salvataggio – di un valore di 5,6 miliardi di euro – dovrebbe migliorare le prospettive per il paese.

La prova arriva dai mercati, con i rendimenti decennali che sono scesi oggi fino a -11 punti base sotto la soglia del 6,49%, testando il valore più basso in quasi sei settimane.

Il miglioramento dei fondamentali dell’economia portoghese non basta però alla troika, che ha avvertito che “le preoccupazioni dei mercati” successive alla crisi politica di luglio rendono necessario che Lisbona rimanga risoluta nel perseguire i tagli alla spesa pubblica.

Intanto Paulo Portas, vice premier del governo portoghese, ha affermato che “è prematuro” parlare della possibilità di una linea di credito a scopo precauzionale a favore del paese, quando il piano di salvataggio scadrà il prossimo giugno.

Portas ha anche confermato che la troika ha rifiutato la richiesta dei governi di portare i target di bilancio del prossimo anno dal 4% al 4,5% del Pil. Il target di quest’anno rimane invariato al 5,5% del Pil.

Ciò significa che, con questi target di deficit, il primo ministro Pedro Passos Coelho dovrà presentare entro le prossime due settimane una legge di bilancio per il 2014, con nuovi tagli alle spese pubbliche e soprattasse straordinarie, che fino a questo momento hanno provocato nel paese la peggiore recessione in più di 40 anni.