Trimestrali Usa, “Spazio per sorprese positive” secondo Generali Inv.

18 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

Per il momento i timori degli analisti su possibili delusioni sul fronte dei risultati societari Usa del terzo trimestre, sfociato in revisioni negative dallo scorso mese si settembre, non si sono ancora concretizzati in trimestrali inferiori alle aspettative.
Al contrario, nonostante l’aumento dei prezzi energetici e i problemi di approvvigionamento “la fiducia delle imprese ancora a livelli elevati e il forte incremento registrato dai margini di profitto offrono spazio per sorprese positive sugli utili del terzo trimestre in linea con la media storica, sebbene molto inferiori rispetto alla media degli scorsi trimestri (5% contro 15-20%)”.

E’ quanto ha affermato Michele Morganti, Senior Equity Strategist di Generali Investments, alla luce delle prime 35 trimestrali già licenziate a Wall Street. “Dopo il trend di revisioni negative verificatosi a settembre, prevediamo alcune sorprese di ritorno alla normalità (quasi il 5%) in quanto gli indicatori di fiducia rimangono attualmente in territorio positivo anche se in calo”, ha affermato Morganti.

Trimestrali Usa, cosa sta succedendo

Le prime 35 aziende statunitensi che hanno già riportato i risultati in questi giorni mostrano una sorpresa positiva degli utili del 12,5% contro una delle vendite del 2%: i margini hanno sorpreso quindi al rialzo. Tuttavia, riteniamo che il positivo slancio macroeconomico e l’aumento dei costi delle materie prime saranno in grado di causare revisioni negative oltre l’attuale reporting season del terzo trimestre, che prevediamo essere discretamente buona”, ha dichiarato Morganti, “pertanto, rimaniamo al di sotto degli utili di consenso del 4,5% e del 6,5% rispettivamente nel 2022 e nel 2023, avendo così un certo margine per assorbire le future revisioni negative degli utili senza influire sul nostro target di fair value degli indici di borsa”.

“La nostra stima prudente di tali target punta a un rendimento totale del 5-6% nei prossimi 12 mesi nella media fra Usa ed Unione Europea”, ha concluso l’esperto, “i rischi sopra menzionati mantengono tali obiettivi potenzialmente più volatili rispetto al passato, ecco perché abbiamo recentemente ridotto ulteriormente la nostra posizione di Overweight nell’azionario”.