Tria: “no a nuovo deficit per abbassare le tasse”

9 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

“Per finanziare riforme fiscali strutturali servono coperture altrettanto strutturali, il deficit può coprire solo investimenti o interventi temporanei”.

All’indomani delle stime della commissione Ue il ministro dell’Economia Giovanni Tria conferma, in un’intervista al Sole 24 Ore gli obiettivi di deficit e debito scritti nel Def, spiegando che “una riforma fiscale non si può realizzare a deficit. Si può aumentare il disavanzo per un provvedimento fiscale temporaneo, nato da precise ragioni congiunturali, ma non per una riforma strutturale”.

Tornano alle stime della Commissione, Tria ha spiegato che i numeri dell’esecutivo

“Sono in linea con i nostri”. E le differenze sul debito e sui livelli 2020 nascono dal fatto che i calcoli Ue “non considerano impegni che sono già inseriti nella legislazione italiana, e che confermo” ha affermato Tria.

Tra questi impegni ci sono i 23,1 miliardi di aumento Iva, sostituibile con tagli di spesa equivalenti, e i 18 miliardi di privatizzazioni. Se quest’ultimo “non sarà raggiunto bisognerà pensare a qualche altra misura per lo stesso scopo”.

Alle obiezioni in arrivo sul debito il governo risponderà che tra i “fattori rilevanti” che possono giustificare gli scostamenti c’è prima di tutto “la crisi economica”. Ma Tria non si attende la richiesta di manovra correttiva.

“La discussione sarà in autunno”. “Più delle elezioni – aggiunge – a cambiare l’Europa saranno i fatti perché bisogna dare un messaggio nuovo ai cittadini” e superare “un modello di crescita basato su surplus ed export”.